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venerdì 18 luglio 2014

I miei ricordi

di Walter Bonatti - Dalai Editore

Ci ha lasciato da poco, ma continua a lasciare il suo segno indelebile, forte, pulito e soprattutto di insegnamento per chi vuole vivere la montagna come sfida ma con infinito e 'referente' rispetto.
Walter Bonatti è uno dei padri dell'alpinismo moderno, insieme a Cassin e poi a Messner. Ognuno nei propri tempi, ognuno nel proprio mondo.
Chi ha avuto la fortuna di vivere le sue avventure quando quasi le ha vissute lui - quasi in diretta -, chi ha già letto molti dei suoi libri dedicati alle singole avventure, questo libro per alcuni versi risulta un po' ripetitivo, anche se sempre affascinante e coinvolgente nonostante il tempo che passa.
Per chi invece non conosce bene il grande alpinista bergamasco questo è un libro che raccoglie le grandi imprese sulle montagne e i grandi viaggi intrapresi una volta appesi gli scarponi al chiodo.
Mirabili sono i racconti sulla solitaria del Dru, sulla tragedia del Monte Bianco, sulle Grand Jorasses, sulla spedizione al K2 - dove ha visto riconosciuta la sua versione e il suo apporto fondamentale alla riuscita della salita do 50anni di polemiche e di falsità - e sull'ultima grande impresa, la salita invernale in solitaria alla nord del Cervino, che conclude la sua carriera alpinistica e chiude un'epoca.
Chi ama la montagna, chi ama l'avventura, chi ama viaggiare e non fare solo il turista, chi mette in discussione continuamente se stesso senza stare con il sedere al caldo, è fortemente invitato a leggere questo libro - e tutti quelli di Bonatti - per cogliere un punto di vista straordinario e formidabile, per assaporare l'onesta intellettuale di un uomo che ha segnato la storia non solo delle salite sui monti, ma che è stato un grande protagonista del secolo passato.
E lo stile è mirabile, a volte un po' aulico, ma violentemente moderno.

domenica 4 dicembre 2011

Gli occhi gialli dei coccodrilli

di Katherine Pancol - Dalai Editore

Mi dicono grande successo di questo libro, e degli altri due a seguire.
Mi dicono che sono libri che ti entrano dentro.
Mi dicono anche che dopo il primo non riesci più a fermarti.
Io non so. Questo è un libretto un po' inutile con una storiella 'acqua fresca' senza alcun acuto e senza particolare fascino narrativo.
La solita separazione con la consueta responsabilità dell'uomo; la solita donna abbandonata che deve fare tutto da sola; i soliti figli un po' disturbati dalla situazione; la solita idea per sbarcare il lunario; la solita famiglia alle spalle squinternata e ricca di turbe mentali e sociali; il solito finale con dramma conclusivo; le solite finestre aperte tra le pieghe delle pagine per poter continuare nella seconda puntata.
Un'unica cosa allunga la sua apnea in questo mondo.
L'espediente della scrittrice in prestito, in effetti, è stravagante e insolito, e rende il piattume generale, più digeribile.
Non c'è proprio nient'altro da aggiungere, a dire il vero...
 
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