Visualizzazione post con etichetta perissinotto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta perissinotto. Mostra tutti i post

giovedì 12 ottobre 2017

Quel che l'acqua nasconde

di Alessandro Perissinotto - Piemme

Il passato, prima o poi, chiede il conto. Rassegnatevi!
E gli anni '70, ad alcuni o forse a molti, di conti ne devono presentare parecchi.
Intendiamoci, quegli anni, formidabili!, sono stati straordinari, ricchi, vivi, pieni di giovani alla ricerca di un mondo più giusto, più libero, più umano.
Essere stati sconfitti, e con tante perdite, non autorizza a denigrare e tacciare quel periodo - anche attraverso una lettura storica affrettata e perbenista - come buio, pieno di solo terrore, vuoto e violento.
Perissinotto, mi par di capire, se ne guarda bene.
Ritorna su quegli anni per raccontarci una storia in cui il passato riemerge, quando meno te lo aspetti, una volta che tutti lo avevano sepolto e, almeno strumentalmente, dimenticato.
Ma il passato riemerge, sempre, a volte per nostalgia, a volte per angoscia, a volte per riallacciare un amore, a volte per farsi pagare. In genere un conto molto, ma molto salato.
È bellissimo, in queste pagine, rincorrere la verità, ascoltare le tensioni crescenti del ricercatore di fama mondiale, ascoltare i dubbi e le perplessità della moglie, vivere ogni istante con la voce narrante protagonista.
Un romanzo che non rassicura, anzi.
Un finale amaro, non concluso.

martedì 3 settembre 2013

Le colpe dei padri

di Alessandro Perissinotto - Piemme

Uh, uh, uh, uh... Perissinotto si addentra nei meandri più nascosti dell'animo umano, affronta con piglio maschio l'impossibilità di riscatto, esplorando con grande successo l'impossibilità dell'uomo di prendere in mano il proprio destino.
Bellissimo questo libro. Non solo: doloroso, sensibile, difficile, con quella punta giusta di angoscia che male mai fa.
Nella Torino in via di industriale smantellamento, un manager dalla carriera assicurata, si adopera nella filiale di multinazionale che gestisce, per tagliare, licenziare, intimidire, insomma, come si dice oggi, ristrutturare per trasferire - ma va? - l'attività produttiva in paesi più convenienti.
È la storia di tutti i giorni, oggi.
Ma c'è un ma, soprattutto nel passato del nostro protagonista. Un passato che lo addenta, lo trascina, verso il basso, lo allontana dalle certezze quotidiane, dall'amore, e dalla sua famiglia.
Un passato scomodo, disegnato apposta per fargli saltare ogni riferimento, anche culturale.
Un passato fatto di schieramenti politici radicali, opposti a quelli che oggi lui rappresenta.
Perissinotto si avvicina al più 'tragico' dei Simenon, osservando dall'alto la fine di un attore dei tempi nostri che improvvisamente si accorge che avrebbe dovuto recitare in un'altra commedia della vita.
È bellissima l'escalation, il ritmo del libro, che si avvia dalle prime pagine ad accelerare sempre di più fino alla fine della storia, tragica, ricca di solitudine, di tristezza per la sconfitta di una battaglia mai combattuta.
Secondo allo Strega ma forse doveva essere il primo, se i premi letterari hanno ancora senso.


venerdì 27 marzo 2009

L'orchestra del Titanic

di Alessandro Perissinotto - Rizzoli

Proprio recentemente si leggeva sulla rete di siti che ospitano foto e filmati di ex compagni di vita, messi alla berlina in pose più o meno 'plastiche'. Talvolta la rete mostra i suoi lati più oscuri. Questa nuova avventura di Anna Pavesi accosta il tema dei filmini porno, sbattuti in prima pagina e realizzati spesso con l'inconsapevolezza di uno dei contendenti. Una tristezza immane. Il libro è carino anche se senza sussulti.

mercoledì 25 marzo 2009

Treno 8017

di Alessandro Perissinotto - Sellerio

Un libro 'nostradamus', con previsioni purtroppo azzeccate. Nonostante gli stupidi libri di Pansa e le sue tesi allucinanti sulla resistenza, in Italia non c'è stata nessuna epurazione, né fisica né politica, dopo la guerra e i figli della lupa, o i loro nipoti e pronipoti ce li ritroviamo in giro sempre più tronfi. Il libro è un noir postguerra con un crescendo straordinario.
 
Paperblog