di Per Wahlöö, Maj Sjöwall - Sellerio
Nuovo episodio del commissario Beck. I libri della coppia svedese anni '70 crescono, come spesso capita con le saghe poliziesche. Diventano amare, disilluse, lasciando un sapore tossico alla fine delle pagine. Una storia di 40 anni fa che potrebbe essere dei giorni nostri.
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venerdì 27 marzo 2009
mercoledì 25 marzo 2009
L'uomo al balcone
di Per Wahlöö, Maj Sjöwall - Sellerio
Leggere questi libri 'nordici' in fondo è solo un modo, tra le righe, nelle pieghe delle pagine, per sbirciare la società scandinava, carpire le peculiarità dello stato sociale all'apice del suo sviluppo. La storia, almeno questa volta, è tra le meno efficaci; chissà, da quando ho figli/e, storie gialle con bimbi protagonisti (e vittime!) li sopporto proprio malvolentieri.
Leggere questi libri 'nordici' in fondo è solo un modo, tra le righe, nelle pieghe delle pagine, per sbirciare la società scandinava, carpire le peculiarità dello stato sociale all'apice del suo sviluppo. La storia, almeno questa volta, è tra le meno efficaci; chissà, da quando ho figli/e, storie gialle con bimbi protagonisti (e vittime!) li sopporto proprio malvolentieri.
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Questi gialli vichinghi degli anni '70 sono bellissimi. Per tre motivi: a) perché proprio sono degli anni '70; b) perché sono una critica velenosa e reiterata alla deriva liberista della socialdemocrazia svedese e alla 'sua' società; c) ma soprattutto perché il protagonista commissario non deborda come gli eroi polizieschi di oggi (Montalbano, Wallander...), ma sta al suo posto, lasciando protagonista la vicenda, che sviluppa e si sviscera liberamente. Come sempre chapeau a Sellerio, che li sta ristampando.