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martedì 29 giugno 2010

L'uomo sul tetto

di Maj Sjöwall e Per Wahlöö - Sellerio
I libri della coppia scandinava, man mano che ci avviciniamo alla fine della serie (questo è l'ottavo sui dieci scritti e pubblicati prima della morte di Wahlöö), diventano sempre più crepuscolari.
La storia è sempre 'gialla', è sempre un'indagine di polizia su un qualsiasi crimine consumato nella Svezia degli anni '70. Il commissario Beck troneggia, discreto e deciso, sempre al centro della vicenda e porta alla fine la soluzione dell'intreccio criminale.
Ma tutto intorno ormai sembra che stia crollando, con una costante mancanza di fiducia nel futuro, con una formidabile e crescente insicurezza sociale.
Un mondo che sembrava essere 'perfetto', e confortevole, comincia a perdere i pezzi, e i libri dei due autori svedesi lo rilevano, in modo cinico e puntuale.
Questi libri sono bellissimi, e lo ripeto ogni volta che ne prendo in mano uno nuovo.
Ora capisco perché la coppia svedese è definita da tutti la coppia 'madre' del giallo moderno e del noir.
Ribadisco: leggeteli tutti!

lunedì 10 agosto 2009

L'uomo che andò in fumo

di Maj Sjowall/Per Wahloo - Sellerio

Tempo d'estate e quindi tempo di gialli. Ma quelli seri, raffinati, di pura seduzione.
La coppia svedese degli anni '60 è arrivata alla sesta prova della stampa dei loro dieci(?) lavori letterari. E questo è sublime, credetemi.
Un'indagine all'estero per il commissario Beck, in Ungheria, oltre
cortina, nella bocca del 'mostro' comunista. Un caso complicato che però rimane si centrale nella narrazione, ma che lascia lo spazio per la stragrande parte del libro, alla permanenza del detective di Stoccolma a Budapest, al contatto con la città, il suo mondo. E' bellissimo non respirare la solita tiritera che qui da noi l'ha fatta da padrone nello scontro politico nostrano. E' bellissimo accorgersi (ma guarda un po'!) che in fondo anche tra le braccia dell'orco comunista si viveva una vita normale, fatta di caldo, di famiglie in vacanza e, perché no?, anche di crimine e cattiveria.
Con una polizia molto più al servizio della popolazione di quanto immaginiamo noi.
E' ovvio è pura narrazione e invenzione, ma da noi, nell'occidente più occidente, ogni volta era un'occasione per attaccare, smitizzare, terrorizzare...
Il caso poi si risolve tutto in Svezia, alla faccia dei peggiori detrattori.
Continuano a essere bellissimi questi libri del grande nord. Una prova di più del 'fiuto' letterario di Camilleri che li ha segnalati all'editore.

venerdì 27 marzo 2009

Uomini che odiano le donne

di Stieg Larsson - Marsilio

Letto perché non si può stare fuori dai fenomeni mediatici/editoriali, se li si vuole scientificamente distruggere.
comunque, questo libro
-non si legge tutto di un fiato (come leggo dai più)
-è contorto
-è lungo come la fame
-è affollato come il corso il sabato pomeriggio
-è truculento
-mi ha stufato
domanda delle cento pistole: ma perchè certi libri diventano fenomeni editoriali?
ai posteri...

Omicidio al Savoy

di Per Wahlöö, Maj Sjöwall - Sellerio

Nuovo episodio del commissario Beck. I libri della coppia svedese anni '70 crescono, come spesso capita con le saghe poliziesche. Diventano amare, disilluse, lasciando un sapore tossico alla fine delle pagine. Una storia di 40 anni fa che potrebbe essere dei giorni nostri.

mercoledì 25 marzo 2009

L'uomo al balcone

di Per Wahlöö, Maj Sjöwall - Sellerio

Leggere questi libri 'nordici' in fondo è solo un modo, tra le righe, nelle pieghe delle pagine, per sbirciare la società scandinava, carpire le peculiarità dello stato sociale all'apice del suo sviluppo. La storia, almeno questa volta, è tra le meno efficaci; chissà, da quando ho figli/e, storie gialle con bimbi protagonisti (e vittime!) li sopporto proprio malvolentieri.

Un assassino di troppo

di Per Wahlöö, Maj Sjöwall - Sellerio

Questi gialli vichinghi degli anni '70 sono bellissimi. Per tre motivi: a) perché proprio sono degli anni '70; b) perché sono una critica velenosa e reiterata alla deriva liberista della socialdemocrazia svedese e alla 'sua' società; c) ma soprattutto perché il protagonista commissario non deborda come gli eroi polizieschi di oggi (Montalbano, Wallander...), ma sta al suo posto, lasciando protagonista la vicenda, che sviluppa e si sviscera liberamente. Come sempre chapeau a Sellerio, che li sta ristampando.

 
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