Starò invecchiando, starò diventando un bacchettone della peggiore risma, ma ormai i libri 'volgari', pieni di espressioni scurrili mi stanno ormai naturalmente stretti. E quindi non mi piacciono, ma proprio per nulla.
L'ispettore Ferraro sta diventando un personaggio un po' disgustoso, un po' tonto, un po' a rimorchio, un po' furbino e un po' insopportabile.
E, mi perdoni Biondillo - che ho sempre apprezzato - anche la storia sta in piedi con stampelle claudicanti e con grande fatica.
Questo intreccio tra rivoluzionari venduti al migliore offerente e carceri e malavita nostrane, risulta essere ostica al lettore - cioè io - perché non è realistica, si inceppa, è stilisticamente forzata.
E anche quello scenario sullo sfondo di Milano e delle sue contraddizioni, elemento portante di tutti i precedenti libri dell'autore nostrano, in questa fatica scompaiono visto che si è integralmente in trasferta, tra metropoli come Lodi e la capitale vera di questo disastrato paese.
È vero che il lettore seriale ama ritrovare i suoi contorni, libro dopo libro, ma è anche vero che lo scrittore seriale, se vuole esserlo, deve mantenere alcuni capisaldi senza tanti colpi di testa.
Il lettore seriale, ammettiamolo, in fondo è tradizionalista, conservatore, reazionario.
E lo scrittore seriale, se tanto vuole fare il rivoluzionario, deve saper conciliare i due opposti.
Eccheccavolo...
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martedì 19 giugno 2012
mercoledì 8 giugno 2011
Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo
di Andrea Biondillo - Guanda
Sono ormai padre da oltre sei anni. E due volte. Ne ho letti d'ogni tipo di questi tipi di libri. Neopapà alla ricerca di spazio, attenzione, affetto, sonno e un po' di riposo. Ma questo è il meno riuscito, nonostante l'autorevole partecipazione dello scrittore milanese, questa volta non alle prese con indagini nel girone infernale di Quarto Oggiaro.
Io non so se questo libro non funziona perché ormai sono fuori target. Essere padre è una crescita quotidiana, ma è anche, per sopravvivenza vera, un continuo smarcare cose da fare, ogni giorno, cose che spesso non si ripetono più perché sono funzionali alla crescita dei bambini che hai per le mani.
La cosa che più mi ha colpito, dal punto di vista negativo, è la mancanza di originalità dell'approccio, la banalità delle battute, l'ironia un po' trita e ritrita, il già lento e sentito.
Insomma niente di diverso dai libri, sorti come funghi, che hanno testimoniato, in prima persona, l'avvenuta paternità di chi, di mestiere, scrive.
È un peccato, perché Biondillo ha una marcia in più di tanti altri scrittori, forse più famosi.
Una sola scusa: quando diventi padre tutto si sconvolge, tutto si mette sottosopra, e la tua mente entra in un frullatore a velocità massima. E quindi, scrivere, ne risente...
Proprio noioso.
Sono ormai padre da oltre sei anni. E due volte. Ne ho letti d'ogni tipo di questi tipi di libri. Neopapà alla ricerca di spazio, attenzione, affetto, sonno e un po' di riposo. Ma questo è il meno riuscito, nonostante l'autorevole partecipazione dello scrittore milanese, questa volta non alle prese con indagini nel girone infernale di Quarto Oggiaro.Io non so se questo libro non funziona perché ormai sono fuori target. Essere padre è una crescita quotidiana, ma è anche, per sopravvivenza vera, un continuo smarcare cose da fare, ogni giorno, cose che spesso non si ripetono più perché sono funzionali alla crescita dei bambini che hai per le mani.
La cosa che più mi ha colpito, dal punto di vista negativo, è la mancanza di originalità dell'approccio, la banalità delle battute, l'ironia un po' trita e ritrita, il già lento e sentito.
Insomma niente di diverso dai libri, sorti come funghi, che hanno testimoniato, in prima persona, l'avvenuta paternità di chi, di mestiere, scrive.
È un peccato, perché Biondillo ha una marcia in più di tanti altri scrittori, forse più famosi.
Una sola scusa: quando diventi padre tutto si sconvolge, tutto si mette sottosopra, e la tua mente entra in un frullatore a velocità massima. E quindi, scrivere, ne risente...
Proprio noioso.
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giovedì 4 febbraio 2010
Nel nome del padre
di Gianni Biondillo - Guanda
Se uno si aspetta di trovare l'ennesima vicenda dell'ispettore Ferraro da Quarto Oggiaro, cade pesantemente in un drammatico malinteso. Se poi siete, cari uomini e magari padri, alla ricerca di lettura di evasione, del genere 'stasera non voglio pensare a niente' oppure 'non so se leggere o guardare il Grande Fratello in versione siberiana, allora questo libro non fa per voi.
Se invece volete calarvi nella più dura e triste realtà; se volete scendere negli abissi della sofferenza pura, quella viscerale, quella che vi abbraccia se vi negano i vostri figli; allora questo libro fa per voi, con tutti gli interessi.
Un libro 'pugno nello stomaco', un libro forte, un libro di parte. Un libro che ci racconta l'odissea di un uomo, lasciato dalla propria moglie, che si vede portare via anche la figlia, deve combattere contro tutto e contro tutti per vederla, per avere una vita dignitosa e per salvaguardare la propria sanità mentale. Fino quasi al suicidio.
Una storia d'amore che finisce tristemente, tra mille meschinità, sensi di colpa e sgambetti. Una storia di tradimenti. Una storia con una donna terribile, terribile solo come le donne sanno essere quando sono ferite.
Una storia di uomo un po' miope, sordo, triste, incapace di reagire che alla fine vede la luce.
Una storia che fa male, ma veramente.
Leggetelo tutti, cari maschietti, ma prima mettetevi un casco, integrale possibilmente.
Se uno si aspetta di trovare l'ennesima vicenda dell'ispettore Ferraro da Quarto Oggiaro, cade pesantemente in un drammatico malinteso. Se poi siete, cari uomini e magari padri, alla ricerca di lettura di evasione, del genere 'stasera non voglio pensare a niente' oppure 'non so se leggere o guardare il Grande Fratello in versione siberiana, allora questo libro non fa per voi.
Se invece volete calarvi nella più dura e triste realtà; se volete scendere negli abissi della sofferenza pura, quella viscerale, quella che vi abbraccia se vi negano i vostri figli; allora questo libro fa per voi, con tutti gli interessi.
Una storia d'amore che finisce tristemente, tra mille meschinità, sensi di colpa e sgambetti. Una storia di tradimenti. Una storia con una donna terribile, terribile solo come le donne sanno essere quando sono ferite.
Una storia di uomo un po' miope, sordo, triste, incapace di reagire che alla fine vede la luce.
Una storia che fa male, ma veramente.
Leggetelo tutti, cari maschietti, ma prima mettetevi un casco, integrale possibilmente.
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