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lunedì 25 agosto 2014

La fortuna dei Wise

di Stuart Nadler - Bollati Boringhieri

Polpettone alla yankee, a base di american dream come ingrediente di base, un po' di razzismo come amalgama, rapporto conflittuale padre/figlio come nelle migliori famiglie, passato/presente/futuro come condimento forte, e come contorno un finale a sorpresa che non sorprende proprio nessuno.
Agli autori americani piace la genesi familiare, piace inoltrarsi tra le mura domestiche, e sempre allo stesso modo.
Un povero avvocatucolo di provincia si inventa il business della vita con le class action contro le compagnie aeree che cominciano a muovere i primi passi nel dopoguerra, e cominciano quindi ad avere incidenti. Ma anche treni e non so cos'altro.
Con molta determinazione, molto intuito, molto mestiere, senza guardare in faccia a nessuno. Non tanto per difendere i consumatori, ma per difendere - molto - il proprio conto in banca.
E il figlio, il protagonista, che cresce in questa famiglia che dal nulla ha tutto, come nei migliori romanzi d'appendice, cerca di smarcarsi e di allontanarsi dal papà 'cattivo'.
Per poi caderci dentro alla grande, perché è più comodo così.
Un libro scontato e un po' inutile, che ci butta addosso tutti i cliché americani - senza sapere che sono cliché - che vuole sembrare un po' di denuncia e un po' di rinuncia, un po' storia d'amore e un po' di riscatto morale e sociale.
Neanche scritto bene.
A Roma direbbero '... na sola'!

giovedì 1 ottobre 2009

Il gesto di Ettore

di Luigi Zoja - Bollati Boringhieri

Questo libro è bellissimo. E affascinante. E come molti libri di 'storia', si lascia leggere, dolcemente. E' la storia della figura del padre, dalla preistoria più recondita fino alla crisi di oggi. E alle nuove possibilità che l'evoluzione sociologica e lo sviluppo economico ci mettono di fronte.
Ma è anche una delusione. Si ferma lì, senza andare oltre. Fa una fotografia, bella, a colori e maledettamente approfondita, recupera tutto e tutti, ci racconta gesta e colpe di molti padri 'illustri', ma non tira conclusioni.
Forse non era il suo compito, e forse le mie aspettative di padre tardivo erano in quel senso.
Comunque un'esperienza saggistica ricca di sollecitazioni, di suggerimenti, e di rimandi a eventuali approfondimenti.

venerdì 25 settembre 2009

Torna José!

Raccontavo l'altro giorno della 'tristezza' a seguito della notizia della chiusura del blog di José Saramago ( il Quaderno). Un vuoto incolmabile, soprattutto per la straordinaria delicatezza e raffinatezza con cui il grande autore portoghese massacrava tutto e tutti.
E anche della notizia del rifiuto da parte della casa editrice dello scrittore in Italia di pubblicare l'ultimo libro, che osava aggiungere critiche al Nano Bagongo, che della casa editrice ne è il proprietario.
Bene oggi, da Repubblica (quella cartacea, non ho verificato se c'è anche sul sito), dalla penna di Umberto Eco, veniamo a sapere alcune cose che rendono tutto meno sgradevole.


1) E' stato pubblicato il libro 'Il Quaderno', e cioè la raccolta dei post pubblicati sul blog. Almeno non ce li perdiamo e possiamo riabbeverarci fino alla noia da tale saggezza. Il libro ha una prefazione di Umberto Eco, per l'appunto.
2) La casa editrice è Bollati Boringhieri. Quindi anche quel problema è stato risolto. E che soluzione!!!
3) Nel mese di ottobre l'autore verrà in Italia per presentare il libro. Occasione ghiottissima per ascoltare dalla viva voce un uomo saggio, premio Nobel, scrittore sublime.

 Questa la scaletta degli incontri:
il 9 ottobre a Torino al Circolo dei Lettori
il 10 ottobre ad Alba all'Università
il 12 ottobre a Milano al Teatro Franco Parenti
il 14 ottobre a Roma al Teatro Vittorio Gassman.

Bene, speriamo di conoscerci in una di queste occasioni.

giovedì 16 aprile 2009

ReadingList 1 - Anni ’70, anni veramente formidabili

Sono passati ormai 34 anni da quell’aprile 1975, a Milano.
Da poco più di un mese la maggiore età era stata abbassata agli odierni 18 anni, e la Dc aveva ormai il fuoco sul collo di un imperante Pci ormai ‘quasi’ totalmente sdoganato e in odore di compromesso storico.
Era la sera del 16 aprile quando Claudio Varalli, studente medio militante del Mls (la formazione politica frutto dell’evoluzione del Movimento Studentesco) viene assassinato brutalmente con un colpo di pistola al capo nella centralissima piazza Cavour da un fascista. Il giorno dopo si svolge una grande manifestazione, ricca di tensione e rabbia, che culmina con l’assalto alla federazione del Msi e con scontri intensissimi. Giannino Zibecchi , militante dei Comitati Antifascisti, viene orribilmente schiacciato da un camion dei carabinieri.
Per chi volesse approfondire, oppure per chi volesse tornare indietro negli anni, oppure semplicemente per chi non c’era e volesse sapere, segnalo un libro straordinario, Passate col rosso, di Roberto Tumminelli, uno dei fondatori del Movimento Studentesco.
Un libro straordinario perché con tre anime. La prima ci consente di inquadrare il quadro politico e istituzionale e la neonascente strategia della tensione; la seconda che lascia spazio al racconto in prima persona dei diversi fatti accaduti (e qui che nostalgia!!); la terza che invece apre le pagine a testimonianze, riflessioni e messaggi.
Per chi volesse approfondire ulteriormente, il sito pernondimenticare.net arricchisce i racconti con fotografie, filmati e documenti dell'epoca e di oggi.

Ma gli anni delle lotte che hanno rivoluzionato il paese (che idealmente partono da ben prima il ’68 per arrivare al 1977) hanno una ricca pubblicistica, di qualità, e quasi tutta ‘dal di dentro’.

Formidabili quegli anni, di Mario Capanna, è una sorta di Bibbia del periodo oltre a essere una puntuale cronistoria degli eventi. Naturalmente dal punto di vista del Lider.
Sempre di Capanna, più ‘accogliente’ per il lettore, è Lettera a mio figlio sul sessantotto. E’ un libro che libera lo scrittore dalla narrazione cronologica, lasciando pagine fertili per commenti, valutazioni, prospettive.
Insolito e autobiografico è invece Lettere da una città bruciata, di Erri de Luca. Utilizza la forma epistolare, che personalmente non amo, ma che in questo caso rende il libro molto intimo in cui la politica si guadagna un posto al sole, con grande dignità.

Due pillole ulteriori. La prima è A casa, di Guido Viale, sul ’68 e i primi anni settanta a Torino dalle file di Lotta Continua. La seconda è un meraviglioso esempio di fare storia, anche di sé, trasportando il lettore in un'epoca tanto complessa, ma tanto viva. In Piove all'insù viviamo invece gli anni settanta con gli occhi dello studente 'che fa politica', senza dimenticare i drammi personali, gli amori, le amicizie, i compagni che sbagliano...
 
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