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venerdì 28 marzo 2014

John Lennon ricorda

di Jann S. Wenner - White Star

Dio ce l'ha dato e guai a chi ce lo tocca. E parlo di John Lennon. Ma questa intervista - che è di ormai 44 anni fa, denota tutta la sua vecchiezza e tutto il rancore del Fab Four appena dopo lo scioglimento verso gli altri, verso Paul.
Una sequela di 'insulti', di rancori, di cattiverie, di contraddizioni, di sogni, carezze alla sua compagna, di insicurezze, di odio, di amore...
C'è tutto John Lennon in questo libro, tutte le sue paranoie, e tutte le sue insicurezze.
Un uomo che ha fatto la storia della musica, che ha attraversato come un fulmine un secolo, che infatti proprio per questo è stato ammazzato come un cane dal solito pazzo che la società tanto bella e libera nord americana a rotazione riesce a partorire.
Siamo veramente poco dopo la fine del più famoso gruppo musicale di tutti i tempi, e i litigi sicuramente fanno da guida ideale alle labbra del musicista. E allora 'i Beatles' li ho fatti io' e le canzoni del gruppo - almeno molte - 'sono tutta merda', si alternano a momenti di grande affetto verso la sua nuova compagna, avversata in tutti i modi dagli altri appena comparsa.
Ma questa intervista è una meraviglia perché ci trascina all'interno di quel momento storico, all'interno del gruppo appena sciolto al sole, del momento politico internazionale, della cultura dell'epoca e della moda.
Una gioia per gli occhi. Un libro di storia. Leggetelo.

venerdì 4 maggio 2012

Galeotto fu il collier

di Andrea Vitali - Garzanti

Vitali è meglio dello sciroppo della tosse, dell'aspirina con il mal di testa, dell'antidepressivo dopo una delusione d'amore. Vitali è una certezza per volare via con testa e corpo in un mondo che non c'è più e scappare dall'oggi sempre più improponibile.
Questa volta la Bellano degli anni Trenta ci mostra un intreccio di famiglie e denari che ha a dir poco del miracoloso.
Possiamo fare un gioco, tutti insieme.
Prendiamo madri ossessive, giovani che scalpitano, monete d'oro dai medievali ricordi, piccoli poteri locali, il Ventennio sempre più anacronistico e ripiegato sulle sue pochezze umane, e giovani nipoti orrende da piazzare.
Mettiamo tutto in un frullatore, a motore letterario.
Accendiamo e... via.
Il problema che ci vuole un Vitali che sappia mettere insieme la storia, assemblarla con uno stile e un linguaggio adatto, scriverla e poi pubblicarla.
Le storie di Vitali, leggendole, sembrano 'facili'. Scorrono rapide e senza freni come le acque del fiume Pioverna nel famoso Orrido che attira tanti turisti nella cittadina del lago.
Sembra facile, ma non lo è.
Vitali ha questa capacità di trascinarti nella storia, fartela vivere, farti vedere le vie, l'acqua, le bellezze e le bruttezze degli abitanti, come pochi sanno fare.
E pazienza se poi, come qualcuno dice, le storie alla fine sembrano tutte uguali.
È la sua forza. È la vita che in fondo è tutta uguale e che si ripete fino alla noia.
E Vitali ce la rende meno noiosa.
Una unica osservazione. Questo libro ha una marea di cosiddette 'parolacce'. Non so se sono io che durante la lettura ho 'avvertito' di più la loro presenza, se è sempre così, o che altro.
A volte cascano meravigliosamente nel testo, dando quel tocco in più geniale e dai tempi perfetti. A volte secondo me sono superflue.
Senza fare il moralista, intendiamoci...

sabato 7 aprile 2012

La casa di ringhiera

di Francesco Recami - Sellerio


Questo libro non mi piace, mi irrita, mi disgusta.
Non so se lo stesso è per l’autore, che naturalmente non conosco e di cui ho acquistato altri libri, che spero mi riconcilino con la sua scrittura.
Questo è un libro che ha voglia di sensazionalismo, di provocare senza trasgredire. Vuole solo colpire allo stomaco, senza dare una via di uscita al lettore.
Vuole solo provocare.
E a me le provocazioni, senza fine, non mi piacciono.
Uno scrittore deve dare vie d’uscita, deve lasciare qualche porta aperta. Al contrario, così la penso, è inutile che scriva. Può fare il killer, può vendere droga, può fare la fine di Michael Douglas in ‘Un giorno di ordinaria follia’.
Sono stufo di dover far fronte a una vena di insano pessimismo che trascina tutto: sentimenti, amicizie, affetti, voglia di convivere. Ma soprattutto voglia di migliorare questo schifoso mondo.
Forse non ho capito nulla, intendiamoci.
E poi i bambini, maledizione, devono essere lasciati stare, non diventare oggetto di delle peggio nefandezze e ossessioni.
La vita è così?, mi dite...
Non tutta, solo quella dei paranoici. 
E non è obbligatorio raccontarla, proprio no.

giovedì 24 marzo 2011

Giornata nazionale per la promozione della lettura...

..., qualcuno se ne è accorto?
Oggi il paese si unisce compatto per promuovere e diffondere una dei pochi cibi per la mente che ci è rimasto. Proprio compatto...
Non è un caso che il ministro illuminato dell'economia abbia, non a caso, dichiarato che con la cultura, non è proprio un caso, non ci si mangia. Infatti lui mi sembra si stia inchiattendo...
Ma il problema è che una delle giornate che dovrebbe avere la massima attenzione in un paese come questo - i cui leggere è una parola orribile - sta passando sotto il totale silenzio.
Da anni si parla di agevolazioni fiscali per i libri, di finanziamenti per creare/potenziare biblioteche pubbliche e per la diffusione della lettura, di un ministero della cultura che si occupi di cultura (guarda un po'?), e invece le decisioni vanno sempre in un senso opposto.
Oggi è la giornata delle promozione della lettura, e nessuno se ne accorge, nessuno ne parla...
Forse è la sporca guerra che stiamo facendo, forse è quel dramma continuo del terremoto in Giappone, forse sono le foto delle sciacquette ad Arcore, forse...
E pensare che abbiamo insegnato a leggere, a scrivere e a vestirsi a tutto il mondo.
Buona lettura a chi resiste.

mercoledì 24 marzo 2010

Una mostra delle meraviglie

Ma vero vero!!!
Si inaugura stasera, alla biblioteca Ambrosiana, una mostra che promette meraviglie.
La biblioteca Ambrosiana è un'istituzione per Milano. Un luogo straordinario dove si ritrovano gioielli della storia del libro e codici rarissimi e unici. Ma come tutte questi luoghi del sapere spesso sono inaccessibili ai più, almeno per i libri e le opere più rare e storicamente importanti.
La mostra  - La Biblioteca delle meraviglia. 400 anni di Ambrosiana: il mondo a Milano - ci permette di prendere contatto visivo con una serie di tesori e di rarità, anche attraverso supporti multimediali e spettacolarità diffusa.
La mostra si apre oggi 24 marzo e termina il prossimo 27 giugno.
Io ci vado domenica mattina con i miei figli, così si sorbiscono una bella polpetta di cultura e crescono meglio.
Tutti sono tenuti, anzi obbligati, ad andarci. L'occasione è troppo ghiotta.

venerdì 5 marzo 2010

Il peso della farfalla

di Erri De Luca - Feltrinelli


Leggere bene fa bene alla pelle e al cuore.
E leggere Erri De Luca significa, per eccellenza, leggere bene.
Questa è una storia al limite. E’ l’unione di due nemici, un camoscio e il ‘suo’ bracconiere, che si inseguono, per una vita, per incontrasi alla fine delle rispettive carriere: da una parte il capo branco, il re dei camosci e dall’altra il cacciatore, di frodo, da sempre e da tutti riconosciuto il migliore, il più bravo, l’imbattibile.
E’ una storia di solitudine, di silenzi, di marce e arrampicate straordinarie; è una storia d’amore, di lotta, di possesso, di presunzione.
Il cacciatore, ormai avanti negli anni, sa di essere alla fine, come la sua preda, da troppo tempo a capo del branco, e ormai insidiato dai suoi stessi figli alla ricerca del comando.
Entrambi sanno, ed entrambi sono alla ricerca di una ‘uscita’ di scena elegante, discreta e definitiva.
E’ comunque una storia d’amore verso la montagna, verso la natura, verso gli animali, in eterna contraddizione con la caccia, inutile pratica dal gusto sadico.
Il libro è bellissimo, onirico, sospeso tra cielo e monti. E’ un libro profumato, visto che l’odore, l’olfatto, il riconoscimento, direi reciproco, attraverso il naso è un elemento che fa da collante a tutte le pagine.
Compratelo, leggetelo, fatelo leggere, leggetelo ad altri. Non fatevi sfuggire questa occasione per stare meglio. Meraviglioso.

mercoledì 25 novembre 2009

Morte a Firenze

di Marco Vichi - Guanda

L'alluvione di Firenze del '66 io lo ricordo bene, anche perché lo seguivo alla radio sulle ginocchia di mio padre. Fu un'immane tragedia, per i morti, per l'arte, per la comunità, per l'Italia tutta. Forse l'ultima vera e propria prova di unità e solidarietà del paese.
Il libro è di fatto un intreccio tra storia e omicidio, tra tragedia collettiva e perversione maledetta, tra acqua e fango e amore a prima vista.
Bordelli è un commissario border line, al limite tra espressione e depressione, un uomo alla continua ricerca di se stesso.
La prova più dura è finirlo visto il coinvolgimento, nel giallo, di un ragazzino che potrebbe essere il figlio di ognuno di noi.
Il finale è amarissimo, disincantato, triste fino alla morte.
Un giallo non di certo di 'evasione'.

martedì 24 novembre 2009

Se tu non vai al libro, il libro viene a te

Ricordate 'Il Parnaso ambulante', gentile e sognante libro di frontiera di Christopher Morley, edito da Sellerio?
Bene ora la storia è vera, più vera della verità. E non nell'isolata Nuova Inghilterra, ma nell'Italia di oggi.
E' dell'editore Mursia l'iniziativa di partire con due Tir attrezzati, che fanno meta nelle più centrali piazze delle provincie italiane, con rimorchi attrezzati come librerie (novemila volumi!), sala conferenze e area caffé.
Un'idea straordinaria, che porta i libri tra le braccia di chi in libreria non ci mette quasi mai piede. Un'iniziativa che cerca di rompere la sonnolenza italica e la resistenza cronica alla lettura.
Una proposta che vuole trovare nuove soluzioni d'acquisto tra le librerie classiche sempre più vuote, tra il libraio di quartiere sempre più raro, fronteggiando l'acquisto di libri su internet sempre più in crescita e con sempre minori margini.
Bella cosa. I libri hanno bisogno di visibilità, hanno bisogno di sostegno di marketing, hanno bisogno di essere chiacchierati. I libri hanno bisogno di case editrici che si interrogano, che si sfidano, che inventano cose nuove. Che hanno la capacità di reinventarsi.
Oggi, sul tema, il silenzio è assordante.

giovedì 1 ottobre 2009

Il gesto di Ettore

di Luigi Zoja - Bollati Boringhieri

Questo libro è bellissimo. E affascinante. E come molti libri di 'storia', si lascia leggere, dolcemente. E' la storia della figura del padre, dalla preistoria più recondita fino alla crisi di oggi. E alle nuove possibilità che l'evoluzione sociologica e lo sviluppo economico ci mettono di fronte.
Ma è anche una delusione. Si ferma lì, senza andare oltre. Fa una fotografia, bella, a colori e maledettamente approfondita, recupera tutto e tutti, ci racconta gesta e colpe di molti padri 'illustri', ma non tira conclusioni.
Forse non era il suo compito, e forse le mie aspettative di padre tardivo erano in quel senso.
Comunque un'esperienza saggistica ricca di sollecitazioni, di suggerimenti, e di rimandi a eventuali approfondimenti.

lunedì 14 settembre 2009

Cime tempestose

di Emily Bronte - Garzanti
Durissimo libro all'insegna dell'odio, del rancore, della vendetta e del trionfo dell'amore. Capolavoro del classico oggi denota tutta la sua stanchezza.
Se chi lo approccia per la prima volta pensa di trovarsi di fronte all'ennesimo romanzo alla Jane Austen, beh sappia che fa un grossolano errore. Qui l'eroina di turno non si riscatta, l'amore osteggiato dagli eventi alla fine forse trionfa ma con grande amarezza e dolore e sangue.
Un libro straordinario nello stile, nella sua chiarezza, nella sua essenzialità.
Ma un libro terribilmente triste, difficile, ostico, per nulla ospitale, che vuole ripetutamente e consapevolmnete respingere il lettore.
L'ho iniziato, l'ho abbandonato con insulti, l'ho ripreso contro voglia, l'ho finito tra sudore e muscoli indolenziti. E con piacere. 
Non è il momento per leggere simili libri.

domenica 13 settembre 2009

ReadingList 7 - Abbey Road, 40anni dopo

E’ il quarantesimo anniversario dell’uscita di Abbey Road, penultimo disco dei Beatles come uscita, ma la vera e propria ultima fatica della banda dei quattro.
Un disco strano, che recepisce i cambiamenti della musica dell’epoca, sancisce in modo esponenziale ormai l’isolamento di ciascun membro del gruppo nei confronti degli altri, impasta un medley straordinario nella seconda parte che si conclude con l’ultima canzone della banda di Liverpool con l’emblematico titolo ‘The end’, di una sola strofa  - and in the end the love you take is equal to the love you make.
Ma forse, ed è paradossale!, il disco è ricordato ancora di più per la sua copertina, con i musicisti che attraversano la famosa strada dove avevano e hanno ancora sede gli studios più famosi del mondo.
Una foto che ha fatto epoca, rivisitata e riutilizzata da altre band nel tempo, oltre a essere la foto più ripetuta e reiterata da turisti nostalgici e non.
Il disco è fenomenale, un continuo sali scendi tra rock durissimo e melodie sognanti. Ospita canzoni ormai nella leggenda come ‘Here comes the sun’ di Harrison, oppure ‘Come together’ di Lennon. Ma anche stranezze di Ringo come ‘Octopus’s garden’ e ‘She Came in Through the Bathroom Window’ di Paul.
E’ l’ennesima occasione per rivedere la sterminata - non in Italia purtroppo - produzione di libri e, per quanto è il mio modesto e illuminato parere, quali da leggere e quali dai quali stare alla larga, e molto.

La prima segnalazione ‘obbligatoria’ perché è ufficiale e frutto dei quattro musicisti stessi è  il mastodontico The Beatles Anthology - Rizzoli, che accompagnava la raccolta dei sei Cd che ci presentavano tutte le canzoni, con registrazioni diverse in studio, abbozzi di canzone e versioni diverse e stralunate. Il libro pesa chili, è ricco di immagini, fa la cronistoria dettagliata del gruppo. E’ il libro ‘definitivo’ direbbero gli anglosassoni. Ha un solo neo: è un’autobiografia e quindi non è arricchita di una visione dall’esterno. Comunque per chi vuole conoscere il gruppo e non ne sa più o meno niente, questo è il libro di riferimento.
Unitamente a La grande storia dei Beatles di Mark Levisohn, ‘biografo semi-ufficiale’ del gruppo, ed edito da Giunti.
Il libro è una vera e propria guida completa e dettagliata della storia, anno dopo anno, mese dopo mese, con tutti i concerti descritti, oltre che tutta la discografia, i dischi in tutti i paesi con le diverse edizioni. Forse il più autorevole e esaustivo libro mai stato redatto sui Beatles. Da non perdere.
Per chi invece vuole sapere tutto, ma proprio tutto, intorno a ogni canzone scritta dal gruppo, straordinario è La storia dietro ogni canzone dei Beatles, di Steve Turner, pubblicato da Tarabooks. Ogni canzone, disco per disco, viene collocata nel suo tempo, viene descritto il periodo e lo stato d’animo di chi l’ha scritta, da cosa arriva l’ispirazione, le sensazioni, gli obbiettivi, i fini. E’ molto istruttivo leggerlo mentre si ascoilta la singola canzone perché ci consente di trasferirci nel periodo e di comprendere meglio, se possibile, la canzone stessa. E’ bellissimo, anche se presuppone una conoscenza approfondita della dsicografia beatlesiana.

State alla larga, se potete, invece da The Beatles - la vera storia di Bob Spitz, pubblicato da S&K. Un libro che, in tipico stile gossip all’americana, cerca di trovare rivelazioni sensazionali, inutili e soprattutto inverosimili. Non amo questi libri, dai quali in genere sto molto alla larga. Ma visto che si tratta dei Beatles mi sono lasciato convincere ed è l’ennesima conferma. Da lasciar perdere.

Ancora una segnalazione d’obbligo. Tra i numerosi libri di fotografie che cercano di ripercorrere la storia del gruppo, il migliore, il più melanconico ma anche il più emozionante è quello, recentemente  pubblicato, di Robert Whitaker.
The Beatles - l’ultima tournée, edito da Gremese, è la storia per immagini dell’ultimo tour di concerti che il gruppo fece prima di decidere di non cantare più in pubblico.
Siamo nel 1966 e il tour, partendo dalla Germania, tocco il Giappone (dove vengono minacciati di morte dai gruppi più oltranzisti e bigotti, per poi passare nelle Filippine dove un presunto sgarbo al dittatore Marcos e alla moglie fece tremare le ginocchia ai quattro baronetti. Le fotografie sono eccezionali, intime, non costruite, dall’interno, e ci fanno cadere nel gruppo come quinto membro. Bellissimo.

giovedì 3 settembre 2009

Oddio, e adesso?

Per chi si abbeverava di saggezza dalla sue pagine; per chi si alimentava delle sue acute analisi; per chi ringiovaniva la mente con le sue esternazioni straordinarie; per chi attendeva le sue note per ritrovare un po' si speranza; bene, per tutti questi sognatori, la notizia riportata è dolorosa, molto.
Saramago chiude il suo 'Quaderno' il suo blog, che solo in un anno era diventato un punto di riferimento, non solo letterario, per chi ha la mente libera.
Nell'articoletto del Corriere che riporta la notizia, si racconta che la decisione è stata presa dall'autore portoghese perché deve dedicarsi alla scrittura del suo prossimo libro. In più Saramago calca la mano: questa è stata un'esperienza positiva e stimolante, ma comunque, indipendentemente dagli impegni, non verrà ripresa.
Una stretta al cuore. Il Quaderno di Saramago è un esempio formidabile di comunicazione con i propri lettori attraverso il web. Un appuntamento periodico al quale non mancavo mai.
Tant'è. Come tutte le cose di qualità hanno una vita breve, come tutti i miti. Ci mancherà.
Per avere 'notizie' dell'autore aspetteremo le uscite dei suoi libri, speriamo ancora numerosissimi.

mercoledì 2 settembre 2009

Nereo Rocco

di Gigi Garanzini - Mondadori

Sono sicuro che il Paròn dall'alto ci guarda e ci insulta cordialmente, tutti i giorni. E non solo per come è ormai messo il calcio nostrano, ma anche per tutto il resto. Rileggerlo, riassaporare le sue cordiali bordate, respirare ancora l'aria di quegli anni: questo il merito assoluto di questo libro, versione aggiornata e rimpinguata dell'edizione originaria di qualche anno fa.
Rocco rimane nell'immaginario collettivo del regno di Eupalla (Brera docet) una figura centrale per la sua umanità, per la sua capacità di tenere insieme la squadra che allenava, ma anche per le sue intuizioni tattiche che tanto hanno fatto vincere le squadre che ha allenato, Milan in primis.
Un uomo burbero, che parlava praticamente solo in dialetto triestino, ma che riusciva, anche con una violenza verbale al limite, a tirare fuori il meglio dell'uomo e del calciatore. Un punto di riferimento nell'Italia degli anni '60, non solo del calcio.
Il libro è cronologico nel suo racconto, ma ha anche pagine dedicate alle persone che più gli sono state vicino: Rivera, il medico Monti, Cudicini...
Troppo facile lasciarsi andare ai paragoni con l'oggi, e quindi non li faccio.
Ricordo solo da bambino/ragazzo le sue interviste alla 'Domenica sportiva', la sua tuta in panchina nelle poche partite viste allo stadio, e le interminabili interviste con Gianni Brera intorno a un tavolo coperto di bottiglie vuote.
Altri tempi, altro calcio, altro mondo. Migliore o peggiore non so, ma sicuramente più affascinante e genuino (anche se con tasso alcolico da ritiro di patente immediato).

domenica 30 agosto 2009

Come si scrive un giallo

di Gilbert K. Chesterton - Sellerio

E come si scrive un giallo? Boh. Per tutti noi aspiranti scrittori, sognatori di successi letterari globali, che ci vediamo ogni giorno in affollatissimi reading di fronte a centinaia di lettori affascinati, un libro del genere potrebbe essere la scorciatoia verso il successo di pubblico e di critica. E, come è naturale, invece non è così.
L'autore - 'l'inventore' di Padre Brown - ci suggerisce in particolare cosa non fare se vogliamo scrivere gialli di successo. E ci indica alcune dritte.
Ma il libro è fondamentalmente un divertissement ironico e leggero per farci capire il reale valore delle fatiche 'gialle', ancora al tempo (l'autore è morto nel 1936) ritenute di seconda scelta e popolate da presunti autori di ripiego.
Il libro è bellissimo, piccolo, una vera chicca per la mente.
Sellerio ci abitua sempre meglio.

venerdì 28 agosto 2009

Viale Bianca Maria

di Rodolfo Celletti - Rizzoli

Questo libro l'ho trovato per caso nella biblioteca in montagna, era di mia madre. Non l'avevo mai notato, nascosto tra una montagna di gialli che mia madre adorava. Libro strano, datato ma contemporaneamente ultramoderno.
Un gruppo di amici, anni '60, che si rivede e reincontra tra Milano, Roma e amene località di villeggiatura. Gruppo di amici fatto di uomini di spettacolo, professioonisti, cantanti, artisti. Uomini semi-realizzati, donne annoiate, soldi per tutti e un'infinita tristezza che accomuna tutti, anzi che li lega.
Una storia sull'Italia del boom economico, della buona società ormai in crisi, sulla solitudine dell'uomo.
Il libro è di inizio anni '60, quindi anticipa una serie di tematiche e di riflessioni sulla società, sul sopravvento dell'economia sulla vita di tutti, e sulla impossibilità di fermare il tempo.
E' ostico, caustico, dolorosamente ironico.
Da leggere con attenzione, molta.

domenica 2 agosto 2009

Un sabato con gli amici

di Andrea Camilleri - Mondadori

Si vedono i libri pubblicati da Sellerio e quelli pubblicati da Mondadori del maestro siciliano. Sono diversi, aldilà di Montalbano e Catarella. Diversi e, mi perdoni sempre il maestro, di serie B. Un po' truculenti, eccessivi. Una sorta di lato B del disco, quando c'erano i 45giri.
Questa è una storia allucinante, fatta di nevrosi, di infanzie perdute, di traumi permanenti. In un gruppo di amici, forse attratti gli uni dagli altri dalle rispettive turbe mentali. Già questo è un elemento narrativo che lascia perplessi.
Ma il tutto si consolida e manifesta in una serata, l'ennesima, in cui la follia di ogni protagonista raggiunge la sua massima espressione.
In questo libro tutto è troppo, e quindi si arriva alla fine con un senso di fastidio, ma anche di liberazione.
Io credo che questi siano i libri 'fast food' dello chef di alto bordo Camilleri.

domenica 12 luglio 2009

La danza del gabbiano

di Andrea Camilleri - Sellerio

Vado controcorrente. Spero di evitare la scomunica e forse l'arresto. Spero anche che mi rivolgano ancora la parola, parenti e amici. Ma a me questo ultimo Montalbano non è piaciuto.
E non è stanchezza verso Vigata, verso Catarella e le sue storpiature. E nemmeno fastidio verso le gag ricorrenti con Lattes, Mimì e chi passa per il commissariato
A me Camilleri/Montalbano continuano a piacere, e li leggo con altrettanta goduria mentale.
Ma la storia di quest'ultimo episodio sta poco in piedi, ha una sua dignità d'essere ma si perde in inutili particolari e personaggi, fino a un finale che sembra essere stato scritto perché l'autore stesso non ne poteva più. Anche Leonardo non ha dipinto tutte Ultime cene. Anche Michelangelo non ha scolpito tutte Pietà. Non tutte le ciambelle riescono con il buco etc etc etc.
Mi sembra di sentire una sirena, aiutooo!... sarà meglio che scappi in Svizzera.

martedì 23 giugno 2009

ReadingList 6 - Solstizio d’estate

E’ arrivata anche quest’anno, almeno come calendario, anche se il tempo rimane strano. L’estate ha aperto le sue braccia, ha allontanato la primavera e, sgomitando, si piazza al centro del palcoscenico con fare arrogante e ingombrante. E i libri, la letteratura, la narrativa, la celebrano, usandola nei modi più disparati, anche abusandone. Io ho scelto alcuni libri che hanno la sola caratteristica di avere la parola ‘estate’ nel titolo (tranne uno...). E’ un modo per celebrarla, per raccontarla, ma anche per deriderla, per diffidarne, per averne paura. E’ una ReadingList impegnativa, faticosa, dura da stare insieme. Ho scelto otto libri otto. Tre gialli (va molto l’estate nelle teste turbate degli assassini), due classici che più classici non si può, due di autori moderni e una guida.

Assassinii estivi Delitto di mezza estate è uno dei libri della saga dell’ispettore Wallander. Ed è uno dei libri di Henning Mankell che conferma che la letteratura cosiddetta gialla ha ormai raggiunto, e talvolta superato, in qualità e in stile, la narrativa classica da molti ritenuta ancora di serie A. Questa è la storia di un serial killer che uccide per un desiderio incontrollabile di negare la fine della felicità e la sua conseguente delusione. Un tema non banale, soprattutto in un mondo come quello nordico freddo e distante. I libri di Mankell sono lunghi, per nulla tetri, per nulla volgari e violenti quel tanto che basta. L'editore è Marsilio. Dalla fredda Scandinavia alla torrida Grecia e alla soffocante Atene. Immagino che molti conoscano il commissario Charitos, il Montalbano ellenico. Molte le sue indagini fin’ora pubblicate, ma questa, l’ultima che ho letto io, ha un che di insolito, inquietante. La lunga estate del commissario Charitos, di Bompiani, è un mix perfetto tra crimine, politica e informazione. E tutti e tre non fanno una bella figura. Si narra di un sequestro di una nave, a bordo della quale c’è anche la figlia del commissario, e di una serie di delitti che avvengono sulla terra ferma. Splendide, come sempre, le atmosfere, così come l’ironia e la nostalgia. L'autore si chiama Petros Markaris. E per non farci mancare nulla, ecco L’estate del mundial (edizioni Tropea) di Colaprico e Valpreda. Il maresciallo Binda, alle soglie della pensione, è alle prese con due casi in parallelo: il primo relativo alla morte di Roberto Calvi, il secondo per la morte di una ex-soubrette. Si narra di una Milano anni ’80, che, è un paradosso, ormai non c’è più.

Nostalgie estive
Di Alberto Vigevani abbiamo già parlato. Il suo Estate al lago (Sellerio), è una storia tra le due guerre, di un giovane adolescente del lago di Como e delle sue vacanze a cavallo tra l’adolescenza e la maturità. Sono vacanze estive all’insegna della scoperta del sesso, dell’amore, dell’amicizia, della sofferenza e dell’abbandono. E l’atmosfera anni ’30 che fa da sottofondo è un meraviglioso collante alle vicende talvolta banali, ma spesso intense e ricche di avventure. E’ perfetto per sognare un po’ e per rivivere sensazioni ‘ormai sopite’. Conoscete William Trevor? No? Male. Sono belli i suoi libri, e scusate la banalità, scritti bene. Morte d’estate è, per quanto abbia letto io, il migliore. E’ la storia di un lutto, improvviso, che rende vedovo il protagonista, con relativa figlia a carico. Ma la storia, che sembra all’inizio fatta solo di dolore e solitudine familiare, prende a un certo punto una piega inaspettata, virando velocemente verso le tinte di giallo, nuove presenze e con assassinii. Il libro è pubblicato da Guanda.

Classici estivi E come dimenticarsi di Edith Wharton e del suo Estate (La Tartatruga)? Una storia tra solitudine, voglia di riscatto, amore e società perbenista repressiva. Il tema caldo della critica a una società chiusa e bigotta torna anche in questo lavoro ‘minore’ della Wharton. Il libro cattura, ti fa schierare, ti aiuta a prendere le parti. Leggerlo fa bene. E poi uno dei più grandi, Cesare Pavese. La bella estate (Mondadori) è un racconto che ci coinvolge nel passaggio all’età adulta di una adolescente. Una giovane ragazza di orgini umili che improvvisamente viene a contatto con un gruppo di studenti eternamente fuoricorso, pittori sfaccendati e intellettuali di mezza tacca. Con loro prenderà visione della vita reale e delle sue illusioni.

L’ultima segnalazione è lontana anni luce dalle sue sorelle qui sopra. L’estate è anche vacanza, viaggi e guide. E’ quindi d’obbligo uno sguardo, sicuramente molto meno ‘impegnato’, a Un giorno viaggiando...The Lonely Planet story. E’ la storia di Maureen e Tony Wheeler, i fondatori della famosa casa editrice di viaggi che oggi è sempre di più il punto di riferimento di chi vuole conoscere il mondo ‘girando’. Ricordi, incontri, aneddoti, avventure, persone, luoghi: il tutto frullato e versato nel bicchiere del lettore senza troppi complimenti. Pubblicato da Edt.

venerdì 19 giugno 2009

Non vi lascerò orfani

di Daria Bignardi - Mondadori

Dopo le prime 60/70 pagine l'unico pensiero che avevo era: ma perché? Perché ha scritto un libro così? Dopo ho capito, e credo molto bene.
Due le chiavi interpretative che individuo in questo libro.
Prima - Il libro della Bignardi è un pellegrinaggio. Ma non un pellegrinaggio di festa, dove si viaggia, si prega e si è sintonia con Dio. No, un pellegrinaggio in cui si si deve espiare tutte le colpe, tutti gli errori, tutte le 'cattiverie'. Un percorso per rendersi puri, in cui si soffre. E' una sorta di 'autofustigazione' virtuale che si attiva spesso dopo la morte di un congiunto, in particolare dopo la perdita dei genitori. E' una sorta di risoluzione finale. E il rapporto conflittuale che la Bignardi descrive nelle sue pagine lo conferma.
Seconda - Quando se ne va tua madre per sempre, almeno così l'ho vissuta, hai voglia di ricordare. Tanto. Tutto. E allora apri cassetti, riguardi foto che non ricordavi di avere, riallacci rapporti con parenti dimenticati, parli del passato con fratelli. Tutto serve a far rivivere la tua vita passata con chi ormai non c'è più. Ti fa sentire bene parlarne, ricordare.
Questa seconda interpretazione ha salvato il libro ai miei occhi.
Lo sapessi fare, lo farei anch'io.
Il libro è molto asciutto, lascia poco all'emozione. E' questa la sua forza.

giovedì 23 aprile 2009

ReadingList 2 - Giornata del libro

A ben vedere la giornata del libro dovrebbe cadere tutti i giorni, ma tant’è.
Peraltro, in un paese dove solo il 7% della popolazione legge almeno dieci libri l’anno, dove le librerie cosiddette indipendenti faticano ad arrivare alla fine del mese, una giornata del genere è da tenere stretta e da coccolare.
E per celebrare la giornata ecco alcune indicazioni che parlano di libri, di lettura, dell’arte di leggere. Insomma libri che parlano di se stessi.
Il primo, straordinario solo per il nome dell'autore, è la Febbre dei libri, di Alberto Vigevani, edito da Sellerio. Vigevani era uno dei più fecondi e curiosi bibliofili italiani. Non è una autobiografia in senso classico; è un viaggio nel tempo e nella passione delle passioni: la ricerca spasmodica di libri rari, antichi e impossibili.
Sono righe ricche di fascino e di sogno, inframezzate da una sottile ironia ma anche da un buon e raffinato umorismo. Da non perdere.
Con un salto mortale carpiato plurimo arriviamo a Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi da Adelphi. E' sì un atto d'amore per la letteratura; è sì passione sconfinata per il bel leggere; è sì una disquisizione intellettuale e raffinata su autori e su testi; ma è anche una denuncia fortissima di chi crede che basti avere una convinzione per imporla ad altri. Una editto contro tutti i fondamentalismi, contro tutti gli oscurantismi religiosi, contro tutti quelli che vogliono fermare il mondo, senza neanche porsi il problema di scendere. Un punto di riferimento.
E vogliamo dimenticarci dei bambini e soprattutto dei loro genitori? Con Se una mattina d’estate un bambino Roberto Cotroneo, Frassinelli editore, scrive al figlio sull’amore per i libri. E’ un modo straordinario di cercare di trasmettere una passione necessaria come il leggere a un bambino. Alcuni spunti sono interessanti come i suggerimenti di lettura. Delizioso.
Un giallo-rosa, veramente seducente, è Morte in libreria di Carolyn Hart, sempre di Sellerio. La forza di questo libro, e la sua originalità, è la leggerezza delle sue pagine, nonostante il delitto, e il fascino sublime della sua protagonista. Oltre a una serie di segnalazioni letterarie di genere che sfrucugliano il lettore curioso. Elegante.
Il parnaso ambulante di Christopher Morley, ancora di Sellerio, è invece un viaggio nella provincia americana, realizzato con un carrozzone trainato da cavalli pieno di libri, in vendita. E’ un viaggio tra gli uomini, ma anche un viaggio tra l’amore dei libri, da trasmettere. Bellissimo.
E per finire una chicca di recente pubblicazione. Noi due come un romanzo, di Paola Calvetti, da Mondadori è il classico libro, per chi ama leggere e sogna un vita tra righe stampate. E’ un romanzo ‘sentimentale’, non solo per la storia d’amore che lo monopolizza, ma anche perché è un inno alla passione dei libri, al vivere di libri.
Un’improvvisa eredità catapulta un signora della Milano di oggi nel mondo sconosciuto del commercio editoriale. E proprio nella libreria avviene un incontro impensabile che cambierà la vita dei due protagonisti. Anche se la struttura epistolare non è tra le mie preferite, in questo libro è una forza positiva che trasmette un crescendo formidabile fino alla degna conclusione della vicenda. Romanticamente sognante.
 
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