Il mondo editoriale è ormai pieno di libri che ci raccontano la storia, proprio come un racconto, a metà tra la ricerca e il romanzo. Una vena che da una parte ha avvicinato molti alla storia, al suo fascino e alle sue diverse interpretazioni, ma che ha anche banalizzato un po' tutto.
E infatti sono stato smentito. Il libro è una sorta di corridoio sontuoso e approfondito che conduce il lettore nelle stanze buone del Medioevo. Ragionando intorno agli eventi dell'anno mille, vedendo la società medievale in tutte le sue sfaccettature, si raccolgono una serie di dati, documenti e interpretazioni che inducono il lettore più curioso all'approfondimento a seconda delle proprie inclinazioni. Senza mai scadere nel banale, nello scontato, oppure nelle, spesso consuete, considerazioni a margine inutili e romanzate.
E' un libro che affronta un periodo sostanziale della storia dell'occidente, facendo comprendere l'importanza in modo definitivo del passaggio dalla società post impero a quella 'castellana' e poi ai Comuni. Un periodo affascinante, ricco di instabilità e quindi di grandi promesse.
Una meraviglia.
Per gli amanti del genere. Un compendio fino all'ultimo degli anni della 'dolce vita' romana degli anni '50/'60 con dovizia di particolari e minimali delle riviste 'pettegole' del tempo. Un salto nel mondo apparentemente disincantato e senza inibizioni dell'Italia che cerca di dimenticare la guerra e il buio ventennio. Per alcune cose, tra l'altro, sembra che i cerimoniali siano sempre gli stessi. Molto divertente.