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lunedì 9 febbraio 2015

I pilastri della terra

di Ken Follett - Mondadori

Nei miei viaggi peregrini tra le pagine imbrattate di inchiostro, mi obbligo a volte a lasciarmi cadere tra le braccia degli autori più famosi, quelli che scrivono best sellers, campioni di incassi. Mai avevo letto qualche cosa di Ken Follett e ora posso dire capisco il perché.
Tra i tanti libri dell'autori milionario, ho scelto questo solo perché mi conduceva nel mio periodo storico più amato, il medioevo.
Ma questa è una storia gastronomica, non un'avventura storica.
Enogastronomica perché è una perenne 'ricetta' per fare il brodo, e per allungarlo a dismisura in modo da perpetrarne l'esistenza. Il problema è che alla fine, a furia di allungare, il brodo diventa acqua, orribilmente imbevibile.
Ha un solo fascino questo libro. Qualche chicca, vera o presunta tale non importa, sulla vita del tempo, sulle abitudini. Ma molte cose sono tagliate via, molte scelte narrative sono discutibili.
E poi non finisce mai, ogni volta si ricomincia daccapo, ripetendo fatti, azioni, angherie...
Ne sono uscito, e fine.
Ho letto un libro di Follett e finalmente so chi è.
Ora posso dedicarmi a ben altro.
Mi butto su un Vitali, proprio per rivitalizzarmi.

domenica 8 aprile 2012

Il mercante dei libri maledetti

di Marcello Simoni - Nuova Narrativa Newton


Non voglio fare lo spocchioso ma lo faccio, eh per dio. Ma come si fa a scrivere simili libri e anche a pubblicarli?
Adoro la letteratura ambientata nel medioevo, il periodo storico più affascinante e colorato della storia, nonostante quello che molti ci raccontano.
Adoro la letteratura gialla, gli intrighi, le indagini, i personaggi che popolano questi libri, gli scenari che circondano la storia.
Ma adoro ancora di più la letteratura gialla lanciata a corpo morto nel mondo medievale. È la quadratura del cerchio letterario.
Questa storia non sta in piedi, è noiosa, finta intrigante, scritta male e pure monca.
L’autore ci porta all’interno di un’antica diatriba fatta di potere e libri che, presumibilmente, dovrebbero distribuire a piene mani la capacità forze e conoscenze assolute. 
Fin dall’inizio si respira aria di insulso intrigo, di una storia che non sta in piedi e che cerca di essere misteriosa.
Mi arrabbio, terribilmente, dio fronte a questi libri, prodotti di marketing, strillati ai sette venti e che svaniscono al sole come neve primaverile.
Bisognerebbe promuovere una legge che preveda il rimborso quando si incrociano simili sconcezze. 

venerdì 7 gennaio 2011

Il manoscritto dell'imperatore

di Valeria Montaldi - Rizzoli

Un'altra avventura del monaco inglese, alle prese con un fantomatico manoscritto di Federico II sulla falconeria che divento l'oggetto della 'guerra' tra imperatore e papa.
Il libro è fortemente noioso, un po' insulso e stiracchiato.
Il mondo continua lo stesso a farsi del male anche senza leggerlo.

martedì 13 ottobre 2009

Una sera nell'anno mille

di Glauco M. Cantarella - Garzanti

Il mondo editoriale è ormai pieno di libri che ci raccontano la storia, proprio come un racconto, a metà tra la ricerca e il romanzo. Una vena che da una parte ha avvicinato molti alla storia, al suo fascino e alle sue diverse interpretazioni, ma che ha anche banalizzato un po' tutto.
Era il pericolo che vedevo in questo libro, almeno dal titolo. Anche se l'autore è garanzia sopra le parti.
E infatti sono stato smentito. Il libro è una sorta di corridoio sontuoso e approfondito che conduce il lettore nelle stanze buone del Medioevo. Ragionando intorno agli eventi dell'anno mille, vedendo la società medievale in tutte le sue sfaccettature, si raccolgono una serie di dati, documenti e interpretazioni che inducono il lettore più curioso all'approfondimento a seconda delle proprie inclinazioni. Senza mai scadere nel banale, nello scontato, oppure nelle, spesso consuete, considerazioni a margine inutili e romanzate.
E' un libro che affronta un periodo sostanziale della storia dell'occidente, facendo comprendere l'importanza in modo definitivo del passaggio dalla società post impero a quella 'castellana' e poi ai Comuni. Un periodo affascinante, ricco di instabilità e quindi di grandi promesse.
Una meraviglia.

domenica 24 maggio 2009

Festa di nozze per Ludovico il Moro

di Guido Lopez - Mursia

Abbiamo una missione, noi milanesi di oggi. Visto che Milano oggi è definitivamente persa e nelle mani della cialtroneria militante, dobbiamo almeno cercare di difenderne il passato.
Questa nuova fatica di Lopez, scrittore e giornalista, e aggiungerei famoso storico-divulgatore di Milano, è la fotografia molto nitida del periodo in cui il Moro conclude finalmente l'accerchiamento alla corte degli Estensi portando a nozze sia la nipote Bianca Maria con Alfonso, prossimo duca di Ferrara, sia se stesso con Beatrice, la secondogenita di l'attuale duca Ercole. E' un accordo strategico che unisce due delle famiglie più importanti dell'epoca, in particolare quella milanese. La figura del Moro è sempre stata un po' bistrattata dalla storiografia ufficiale, firenzecentrica.
E' vero è un parvenu, un usurpatore. Ma un uomo che ha reso Milano, nello scacchiere tardo medievale, una città ricchissima, all'avanguardia, potentissima, e punto di riferimento strategico. E soprattutto una delle città simbolo del Rinascimento incombente. Non per nulla Leonardo ha speso molta della sua vita personale e artistica proprio qui. Il libro è splendido, come tutti quelli di Lopez, perché è accurato, puntuale e per nulla didascalico. I francesci prima o poi la pagheranno...
 
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