martedì 11 agosto 2020

2084 La dittatura delle donne

di Gianni Clerici - Baldini+Castoldi

L'ammirazione assoluta per Clerici impedisce, a volte, di essere obbiettivi. In questo caso non ce n'è proprio bisogno, l'adorazione letteraria è infinita. Anche se con un piccolo, sommesso e sussurrato ma.

Il mondo, assistite a tutte le brutture che potesse vedere, ha deciso di archiviare (e dimenticare) i suoi primi millenni di vita a guida totalmente maschile per lasciare spazio alle donne, in tutto e per tutto, relegando gli uomini a puri comprimari del mondo, utili solo ai lavori pesanti e a qualche svago.
La storia, vista da una famiglia fatta di madre, figlia e gatta femmina, si arrotola con eleganza sull'arrivo di una nipote che ha qualche caratteristica particolare e che lascerà spazio a qualcosa di profondamente innovativo. Forse.
Da maschietto ormai sulla via del tramonto la lettura risulta un po' inquietante, fa aumentare la sudorazione delle mani e rende la bocca più secca di un fiume nel deserto del Sahara.
Ma ha un suo fascino, non solo letterario e stilistico.
Prova a mettere in discussione uno status quo ormai stantio, proponendo non tanto soluzioni, ma un incubo quasi peggiore del presente.
E senza strizzare l'occhio al facile consenso di chi legge, soprattutto della parte femminile.
Il finale è talmente realistico che l'inquietudine, se possibile, raggiunge tassi ineguagliabili.
L'unico ma sono quelle pagine finali, un po' faticose.
Ma lo dico solo perché nulla è perfetto a questo mondo.

venerdì 31 luglio 2020

Riccardino

Riccardino
di Andrea Camilleri - Sellerio

Questo libro è bellissimo.
L'ultimo atto di Montalbano è una lotta tra il 'vero' commissario (quello dei libri), quello 'finto' della televisione e quello che vorrebbe il suo 'autore un po' stufo' che purtroppo ci ha lasciato.
Quello 'vero' vorrebbe imporre se stesso, fare vedere come è veramente, come vorrebbe essere percepito, e apprezzato. Un Montalbano rispettoso delle regole, intelligente, duro e morbido alla bisogna, provinciale fino all'eccesso, lontano dalle ipocrisie del nostro mondo.
Quello 'finto', star della tv, conosciuto da tutti, soprattutto da quelli che non l'hanno mai letto e che  lo conoscono, quindi, molto poco. Una star dello spettacolo che ha stravolto, per certi versi, l'immagine 'vera' del commissario, facendo diventare un delitto in strada un set da film, con applausi, risolini e gli ormai onnipresenti selfie.
E poi c'è l'autore, da tempo stufo di tutto questo teatrino, che in questa bellissima storia, si infila, chiedendo lumi al suo personaggio preferito, anticipazioni, rivelazioni, ma che non esita, di fronte ai cadenti tentennamenti nelle indagini, a prendersi la scena anticipando le mosse del poliziotto.  
Tra un interrogatorio, un'indagine, una telefonata e una litigata con Livia, la storia si sviluppa, rotola con qualche deviazione, diventa appassionante e nello stesso tempo triste perché l'ultima.
Il lettore non dovrebbe saperlo che è l'ultima, perché la sua attenzione è continuamente distratta, con il pensiero a come alla fine Montalbano uscirà di scena. E' una lettura in continua tensione, in cui se non dovessi reggere il libro per la lettura, ti morderesti perennemente le unghie, ti gratteresti la testa, ti accarezzeresti la barba (per chi ce l'ha).
Montalbano è stanco, o meglio è stufo, massacrato dagli eventi, dall'autore, dalla tv, da Livia (quella poi...), dalla polizia, dal mondo intero.
Poi arriva la fine, come una liberazione e subito la sensazione di vuoto.
Con la commozione infinita per la scomparsa di Camilleri, con la tristezza per la perdita del commissario, e con un po' di amaro in bocca per quel finale lì...



venerdì 12 giugno 2020

La pista

di Anne Holt - Einaudi

Copertina anterioreI gialloni scandinavi hanno tutti un fattore comune: fa freddo cane, sempre.
Ma a parte questo, quando li leggi, ti devi aggirare sempre tra quelle città un po' lugubri, tetre, in cui i rapporti umani sono sempre rarefatti, distanti, spesso ostili. Anche senza motivo.
Io non so se lassù si vive proprio così, ma sicuramente queste atmosfere rendono, almeno ai miei occhi, la narrazione affascinante e piena di intrigante curiosità.
E' bellissima la storia dell'avvocato Selma Falck - a quanto pare la prima indagine di una futura serie - che si deve destreggiare tra doping, campioni di sci di fondo, vecchie storie e pazzi che vivono sotto un viadotto della tangenziale. Ma si deve anche muovere per il proprio riscatto economico e professionale.
In fondo questo giallo ghiacciato come pochi è la storia più che altro del riscatto di una donna che ha visto il fondo della propria vita dopo gli anni dei successi e della felicità personale e professionale.
E' l'apologia, e la giusta difesa della teoria, che tutti, più o meno, abbiamo a disposizione una seconda possibilità se la prima è andata a farsi benedire. E' un messaggio di speranza: se si è sbagliato, se si è causato dolore, se si è fatto del male, si può fare un secondo giro.
Ecco, questa è la differenza di questo giallo che viene dal grande nord. Si racconta il male, si descrive la sofferenza, si pratica la vendetta più violenta, ma si respira in fondo aria di riscatto e, almeno qui, di perdono.

venerdì 29 maggio 2020

Ottava puntata...

...e ultima.
Si conclude oggi la saga alpina che, nata da una cartolina vecchia come il cucco e ritrovata da una giovane ragazzina in un cantiere, approda dall'altra parte del mondo tra i monti lombardi, e porta un giovane apollo dai modi aggraziati e dall'animo sensibile.
Perché questo ci insegna, questa storia.
Che nulla è mai perduto, che l'amore trionfa (quasi) sempre e che la montagna è meglio del mare (e questo lo dico io, che sono l'autore e quindi sono autorizzato).
In queste pagine il maresciallo fa il regista, l'imprenditore edile fa l'attore non protagonista e qualcun'altro prende l'Oscar.
Tutto sempre e solo su www.paolobonizzi.com.
Un grazie a tutti i lettori della storia e anche ai semplici viaggiatori di rete che sono cascati tra quelle righe.


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martedì 26 maggio 2020

Il contratto

di Marco Vichi - Guanda


Durante la quarantena, come scrivevo la volta scorsa, sto riscoprendo alcuni libri che non sapevo neanche di avere (grazie anche a un trasloco in una casa più grande e quindi con i libri non in quattro file), ma non solo. Ho anche un po’ più di tempo per sfrucugliare in giro per la rete per scovare libri che mi ero perso.
Per ora in libreria non ci penso nemmeno di andare, almeno non in maniera strutturata. 
E gira di qui e gira di là, ho trovato un libro di Marco Vichi che mi ero perso - sacrliegio!
Come scrivo sempre, ho una vera passione per questo autore, che seguo da anni, anche oltre il commissario Bordelli.
E allora ho acquistato Il contratto. 
E’ un piccolo libretto, agile e compatto, che ci racconta la storia di un autore che non riesce a pubblicare quello che scrive (mi sembra di averla già sentita, questa…) e che un giorno viene approcciato da un signore che gli commissiona un libro e gli propone un contratto editoriale.
Il libro da scrivere, anzi da riscrivere con una chiave diversa, è la Divina Commedia del Dante nazionale.
Ma tutto è strano, le clausole impensabili, e soprattutto l’assistente, bellissima e seducente, che gli Uffici assegnano all'imprudente scrittore, è un amo che lo scrittore vorrebbe addentare ma che sfugge sempre. Ed addentare è un eufemismo.
Lo scrittore si perde, si ritrova, scrive come un pazzo in attesa di un premio immediato, e di popolarità e ricchezza dopo la pubblicazione.
Fino a una conclusione, tanto amara quanto grottesca.
Chi è l’editore che vuole questa nuova Commedia?
Chi è la meravigliosa assistente?
Cosa si fa pur di raggiungere il successo e la fama?
Bellissimo divertissement di Vichi. 
Stiamo tutti con i piedi per terra, mi raccomando.
E non solo durante la pandemia.



Settima puntata

Dove il giovane australiano appena giunto in valle, per prima cosa assolve all'impegno preso prima di partire.
Poi spariglia le carte di tutte le giovani ragazze del paese facendo arrabbiare i ragazzi del luogo e i giovani carabinieri della locale caserma.
Ma non è finita.
Senza saperlo, dà l'imbeccata al maresciallo Pandolfi che, grazie all'aiuto di un prezioso collaboratore, riesce a chiarire buona parte del mistero che ruota intorno alla famigerata cartolina.
Il Pizzo Scalino osserva, valuta, vigila e approva.
E tra una polenta e brasato e un po' di sesso ben assestato, ci si avvicina alla fine, dove tutto, ma proprio tutto, diventerà più chiaro.
Sono online i nuovi capitoli - dal 73 all'85 - di Una cartolina dal passato.
Sempre su www.paolobonizzi.com

domenica 24 maggio 2020

Sesta puntata

Finita la prima parte dello storico testo, inizia la seconda, quella in cui tutto succede, quella in cui tutto si dipana, quella in cui tutto si capisce. Almeno spero.
In questi capitoli - dal 57 al 72 - c'è un salto temporale.
Siamo a primavera dell'anno successivo ai fatti fin'ora narrati.
E alla stazione di Sondrio un bellissimo giovane uomo, alto e biondo, scende dal terno e cerca la stazione degli bus. Direzione Chiesa Valmalenco.
E il suo arrivo in paese mette sottosopra il piccolo centro.
La Silvana lo ospita, il maresciallo fa le sue conoscenze in circostanze rocambolesche, il BarCentro si agita e il Berardi si ingelosisce.
Tutto per la gioia delle montagne che grazie alla primavera ritornano a vivere.
Il tutto su www.paolobonizzi.com.

venerdì 22 maggio 2020

Giorni d'amore e inganno

Giorni d'amore e ingannodi Alicia Gimenez-Bartlett - Sellerio


Questo non è un libro recente, sembra abbia più di dieci anni. Campeggiava nella mia libreria da tempo ma chissà perché non l’avevo mai degnato di un’occhiata. Quando si cerca nella propria libreria un nuovo testo da leggere ci si aggira tra gli scaffali, si leggono le quarte di copertina o le coste con la sinossi, si leggiucchia qua e là qualche riga, si pilucca qualche pagina, rigorosamente in piedi, con la spalla appoggiata alla libreria.
E poi si sceglie e si parte.
Questo libro invece è stranamente rimasto nell’ombra, per anni...non ricordo neanche dove e quando l’ho acquistato.
Tant’è.
Una storia di donne, questa. Di donne in un villaggio ‘dorato’ che ospita le famiglie dei tecnici e ingegneri che lavorano alla diga in costruzione nel Messico isolato dal mondo. Donne che vivono una vita parallela, solitaria, con i mariti al cantiere e che rivedono solo nel fine settimana.
Si racconta principalmente di quattro donne, una diversa dall’altra, con storie altrettanto differenti, alcune addirittura di origine diverse.
Ma una di loro spariglia le carte e interrompe l’ideale clima del villaggio esclusivo.
E una a una, le coppie, scoppiano, come da copione. 
L’autrice ci prende gusto nella narrazione, altroché!, e ci trascina letteralmente nelle dinamiche di pensiero di ciascuna protagonista, nelle decisioni che a poco a poco vengono raggiunte.
In questi libri scritti da donne con protagoniste donne, da maschietto, ci si sente un po’ a disagio. Sembra sempre di essere dei voyeur, dei guardoni assatanati che sbirciano. Creando un’ansia spasmodica. E forse è proprio quello l’obiettivo.
Comunque, donne e uomini che siano, è una storia di presa di coscienza, porte che si chiudono per tutti per aprire, almeno per alcuni, dei veri e propri portoni.
Una storia di riscatti, di presa di possesso delle proprie vite.
Affascinante, seduttiva, trascinante e tristissima.

mercoledì 20 maggio 2020

Quinta puntata

...cresce la tensione?
Ma, non è che questo esercizio di scrittura che sto pubblicando a rate sia un giallo.
Non ci sono maggiordomi, non c'è un presunto assassino, non c'è un cadavere, manco una piccola ferita, sì c'è un'indagine e c'è un maresciallo dei carabinieri, ma...insomma, non è un giallo, è una semplice storia che ha un suo mistero che, machevelodicoaffà?, si svelerà alla fine.
Una fine lieta? Beh, arrivate fino in fondo e vedrete.
Intanto, in questa quinta puntata, ho pubblicato i capitoli che vanno dal 46 al 56.
Che succede?
Da una parte il maresciallo si muove nella valle per capire da dove arriva una cartolina così da lontano, sia che si parli di luogo sia di tempo. E lo fa dolcemente, mettendo in campo molte delle migliori forze che ha a disposizione.
Ma nel frattempo entra nella storia come come asso a briscola Don Artemio, che difende l'amore e la verità.
E poi il BarCentro, i suoi inutili commensali,  e poi i colori della valle...
Tutto su www.paolobonizzi.com.

domenica 17 maggio 2020

Quarta puntata

Continua la saga alpina.
Ho appena pubblicato i capitoli che vanno dal 35 al 45.
Dove si racconta di una ragazzina che diventa triste, terrorizzata anche se leale.
Dei suoi genitori che entrano in agitazione e non capiscono.
Di un amore che oltre sulle labbra dei suoi amanti, si ritrova sulla bocca di tutti, senza controllo.
Di un bar frequentato da lingue biforcute che però qualcuno metterà al loro posto.
Di montagne, di autunno, di aria pulita...
www.paolobonizzi.com.
Leggete senza vergogna!

giovedì 14 maggio 2020

Terza puntata

Oggi arriva su milioni di computer la terza parte della storia tra le valli.
Una cartolina, arrivata dall'altra parte del mondo, e piombata improvvisamente nella valle del pizzo Scalino, ha seminato curiosità e un velo di mistero.
E tra malelingue, amori incompresi e interventi 'divini', i carabinieri decidono di metterci il naso.
Se qualcuno vuole leggere cosa sta succedendo, è sufficiente cliccare su www.paolobonizzi.com.

Che fatica la strada verso il Nobel...
Buona lettura


lunedì 11 maggio 2020

Seconda puntata

Uè, un sacco di gente sta andando sul sito, a leggere la mia fatica letteraria andata in fumo (di pubblicazione).
Tantissimi davvero, e alcuni hanno anche scritto, elogiando e apprezzando.
Che bello, sono proprio felice, anche perché i messaggi traggono considerazioni di natura stilistica, narrativa e non semplici apprezzamenti general generici.
Bene, chi vivrà vedrà (come andrà a finire).

Intanto possono solo informare che il secondo gruppo di capitoli (11-21) è online e chiunque voglia li può leggere al consueto indirizzo: www.paolobonizzi.com.

In questo gruppo di capitoli compaiono altri personaggi, un prete e soprattutto (sennò perché avrei intitolato così il racconto?) una cartolina.
Trovata da chi?
Buona lettura!

venerdì 8 maggio 2020

Altro che recensioni!!!

Ho deciso di pubblicare la mia fatica letteraria.
Doveva essere pubblicata proprio nel mese di maggio ma, causa virus, tutto è saltato. Sembra che la pandemia e il relativo blocco di tutte le attività economiche abbia, nel mondo editoriale, portato al taglio di oltre 20mila titoli. Un bel guiaio. Uno di quelli è il mio.

Amen.

E allora che ho fatto?
Ho realizzato un sito - grazie a Google Sites la cosa è fattibile anche per me - che ospita il mio romanzo.
La pubblicazione ha inizio oggi, 8 maggio. Il testo è reso disponibile in otto puntate. Il tutto si concluderà il 29 maggio, dopo il quale il racconto sarà comunque online al completo per i futuri lettori, posteri e amanti della lettura di ogni genere.
La pubblicazione seguirà questo calendario:

Capitoli 1/11 ----------------- 8 maggio
Capitoli 12/21 ---------------- 11 maggio
Capitoli 22/34 --------------- 14 maggio
Capitoli 35/45 --------------- 17 maggio
Capitoli 45/56 --------------- 20 maggio
Capitoli 57/72 --------------- 23 maggio
Capitoli 73/85 --------------- 26 maggio
Capitoli 86/ epilogo -------- 29 maggio

Il sito a cui collegarsi per leggere è www.paolobonizzi.com.
C'è uno spazio per commenti e osservazioni e consigli e chissà che altro.

Buona lettura.

giovedì 17 maggio 2018

Parlarne tra amici

di Sally Rooney - Einaudi

Questa è una storia di 'un'iniziazione'. Forse.
Sicuramente è una storia che non finisce, anzi che ne contiene più di una per aprirne altre, finali, assolute.
Se due giovani donne, dal passato comune e unite anche dall'amore, incontrano una coppia adulta, infarcita da presunta trasgressione e da benessere economico, capita che gli antichi equilibri e le convinzioni quasi consolidate e i rapporti di una vita saltino, aprendo nuovi scenari e nuove prospettive.
E' quello che succede appunto alle due intellettuali e performer, e in particolare a Frances, la meno attraente e meno seducente in apparenza, la meno sicura di sé.
E quindi il rapporto segreto che si intreccia tra la protagonista e il marito della coppia - bello e affascinante, beato lui! - ribalta tutte le convenzioni e suona, per Frances, come una sorta di iniziazione alla vita.
Tra alti e bassi, tra abbandoni e ripescaggi, tra sensi di colpa e false speranze, la storia si sviluppa con un linguaggio sobrio, immediato, diretto, anche se talvolta elementare, fino all'ultima pagina quando la protagonista sfida tutte le convenzioni e i pettegoli giudizi del suo mondo, scegliendo la sua strada verso una sua felicità.
Un'unica 'critica', mi si perdoni.
E' un libro giovanile, forse anche giovanilistico, anche un po' generazionale. In alcuni momenti, una vecchia carretta come me ha avuto qualche difficoltà non tanto a immedesimarsi, ma proprio a comprendere.

mercoledì 2 maggio 2018

Stella o croce

di Gian Mauro Costa - Sellerio

Avevo letto, a suo tempo, 'Yesterday', attratto più che altro dal titolo che riconduceva ai Fab Four.
A questa ultima fatica di Costa arrivo invece su suggerimento di Piero Dorfles, irraggiungibile alfiere della trasmissione 'Per un pugno di libri'. Dorfles, in ogni puntata della sfida letteraria per scuole superiori, suggerisce alcune letture e in una delle ultime puntate ha illustrato, con puntigliosa efficacia, questa storia, tracciando rapidamente una sorta di profilo dell'agente di polizia donna che è protagonista di questa indagine e che probabilmente non sarà l'ultima.
La vicenda si volge a Palermo, con protagonista una poliziotta giovane e spigliata e con tanta voglia di emergere e di crescere. L'agente viene coinvolta in un'indagine, fino a quel momento irrisolta, per un'amicizia di vecchia data e per la conoscenza di una giornalista in cerca di storie da raccontare.
È una storia incastrata tra tradimenti coniugali, donne lontane nel tempo, giovani trasgender alla ricerca solo di un po' di pace e la protagonista che fiuta nuovi indizi e, nel tempo perso, ricerca un fidanzato di là da venire.
Lo sfondo è Palermo, una Palermo insolita, fuori dai suoi cliché, piena di mare, di luci al tramonto, di tavolini di bar all'aperto e di profumi.
Una meraviglia, per gli amanti del genere.

giovedì 5 aprile 2018

Smile

di Roddy Doyle - Guanda

Un libro divertente. Sì, divertente, brioso, con lo stile tipico di Doyle sempre a metà tra attenzione sociale e il racconto sarcastico e caustico.
Sì divertente..., poi all'improvviso cominci a provare disagio, la narrazione tra una miriadi di flashback, dalla tipica storia di un'infelicità coniugale sterza vorticosamente sballottandoti dentro senza tanti riguardi, all'inizio senza neanche sapere il motivo.
Sì disagio, cominci a capire che qualcosa non va, che quelle occhiate del Fratello Preside non erano innocenti incoraggiamenti, ma inviti a qualcosa di più terribilmente doloroso, e di inaccettabile.
E quando compare, al pub, quell'uomo apparentemente venuto dal passato non riesci, fino alle ultimissime pagine, a dargli un ruolo, a capire se è proprio quello il suo nome, a riconoscere il suo passato.
La fine, racchiusa in pochissime essenziali pagine, è terribile, ti schiaffa in viso la dura realtà, la realtà inaccettabile e dolorosa, il male assoluto.
Roddy Doyle, da buon irlandese, figlio del suo paese cattolico e bigotto, si addentra con questo libro in uno dei tremendi mali della Chiesa di Roma, la pedofilia, lo stupro, le molestie sessuali ad opera dei cosiddetti 'educatori' riservate a piene mani ai poveri innocenti studenti impotenti.
Una storia sporca, questa, triste, vomitevole per la sua evoluzione narrativa. Una storia in cui giovani studenti si ritrovano a ricordare il male - almeno chi ci riesce -, per capire a un certo punto non c'è futuro dopo esperienze simili.
E la Chiesa, ancora oggi, mette la testa sotto la sabbia, protegge, o peggio, sta a guardare senza fare nulla.
Il viso del ragazzo sorridente in copertina strappa il cuore al genitore lettore, letteralmente...

mercoledì 4 aprile 2018

Marie aspetta Marie

di Madeleine Bourdouxhe - Adelphi

Il tema del femminismo, la questione della liberazione della donna, la sua emancipazione e la cosiddetta parità dei sessi: sono temi fondamentali per la crescita culturale, sociale e politica del nostro mondo, sempre alla ricerca di un po' di stabilità e pace.
Gli anni '70, allo 'scoppio' della questione femminile, mi hanno insegnato che da maschietto - con tutte le contraddizioni sulle spalle e i retaggi retrivi di un'educazione piccola borghese della metà del secolo scorso - appena ti accosti al problema (con tutta buona volontà) come la fai la sbagli.
Se sei un maschio femminista, oltre che a essere deriso a priori, invadi un terreno non tuo e corri il rischio di farti tranciare le mani, e non solo quelle..., dalla più fedele e ortodossa del movimento femminista mondiale.
Se invece fai il moderato, cerchi 'insieme' una sorta di terza via che cerchi di garantire tutti gli spazi possibile alla tua compagna di vita, e a tutto il genere femminile, affermando però che tu non puoi far scomparire nella spazio di qualche secondo tutto quanto volente o nolente ti è stato riversato addosso nei millenni precedenti, allora in questo caso corri il rischio di essere fulminato sul posto senza alcuna possibilità di sepoltura dignitosa.
Non parliamo di chi ancora oggi, poveri noi, ritiene la donna inferiore, madre e basta e vi risparmio tutte le battute e le convinzioni che un ometto dal cervello atrofizzato riesce ancora oggi a partorire.

Bene, dopo questo polpettone introduttivo, qualcosa sul libro, a mio rischio e pericolo, devo pur dirlo.
Un libro datato 1940 che affronta di fatto il tema dell'autonomia della donna e della sua autodeterminazione- -anche e soprattutto in campo sessuale - in un modo così spigliato e libero è di per se stesso un libro rivoluzionario.
Marie, la protagonista, si lascia cadere consapevolmente in un'avventura extra coniugale con un giovane e splendido studente conosciuto su una spiaggia. O meglio agganciato su una spiaggia.
La protagonista così afferma il diritto alle proprie scelte grazie a queste pagine straordinarie, provocatorie oltranziste e meravigliosamente rivoluzionarie.
Marie si compiace di quello che fa, non vive alcun senso di colpa, guarda in faccia la vita con un po' di supponenza e un po' di incoscienza, e gode delle sue scelte.
È un libro che apre le porte verso una luce intensa, chiude tutte le stanze dell'oscurantismo culturale, avvia discussione, scuote coscienze, incanala un fiume di lava incandescente sul passato.
Con una sottile ironia che condisce il tutto in modo gustoso.
Ma io sono un uomo, devo farmi da parte, stare al mio posto e, se possibile, tenere gli occhi bassi...

domenica 1 aprile 2018

Il romanzo della Nazione

di Maurizio Maggiani - Feltrinelli

Vivere di sogni è un’utopia.
Questa la frase del padre dell’autore - protagonista indiscusso - ormai sulla via del tramonto.
Ma è anche la sintesi di una volontà, di un desiderio, di una speranza assoluta.
È straordinario farsi condurre per mano in questo divagare tra storia e storie, tra nazione e famiglia, tra pubblico e privato, tra amore dolore, tra abbandoni e ricongiungimenti.
Il libro è una fotografia formidabile di una generazione (o più) che ha voluto e che ha saputo ricostruire e costruire un paese non solo per dovere di sopravvivenza ma soprattutto per una visione del futuro di una comunità. Tra barriere, dimenticanze, spinte propulsive, accelerazioni improvvise e cultura contadina.
Chi profuma per motivi anagrafici di quegli  anni può riconoscere, con facilità tra queste righe, figure familiari (padre, madre, fratelli, zii, nonni e tutto il mondo intorno), una comunità coesa e tutta concentrata su se stessa, in cui tutto era condiviso e tutto remava nella stessa direzione, aldilà delle opinioni del singolo.
Era un mondo fatto di ‘noi’ pieno di tanti ‘io’.
Il libro è magnifico, è un vero trasporto, un bellissimo sogno a occhi aperti, un viatico verso i ricordi, i pensieri, le nostalgie e la fine, di tutto.

mercoledì 28 marzo 2018

Nel più bel sogno

di Marco Vichi - Guanda

L'ammirazione e la fascinazione che provo per Vichi è infinita - e scusate l'enfasi.
I suoi libri, soprattutto la saga del Bordelli commissario, mi hanno da subito attirato in una ragnatela fatta di stile, nostalgia, giallo vero, storia e amori di vari tipo. Impossibile fuggirne.
La Firenze anni '60, tutta alluvione ribollita e vita in comune, l'Italietta tutta con un po' di soldi in tasca e con ancora forte il senso di solidarietà e di comunità e di sogno, i personaggi che si alternano e che ritornano in ogni fatica letteraria, gli amori, la vecchiaia che avanza, le donne sempre più giovani e sempre più belle, le lotte, la voglia di cambiare, i ricordi della guerra e la voglia di riscatto..., ogni nuova avventura di Bordelli è densa e colma di questi ingredienti. Che Vichi, da grande chef della parola, amalgama tutti perfettamente impiattando, a tavola, una prelibatezza degna dei migliori ristoranti stellati.
Questa ultima fatica bordelliana è, come posso dire, faticosa.
Per tre motivi.
Il primo perché Bordelli è alle prese con tre (che poi diventano quattro) omicidi, uno in fila all'altro senza possibilità di prendere fiatoche mettono a dura prova le capacità investigative del commissario, sempre di più coadiuvato dall'ormai prossimo laureando Piras.
La seconda perché la lettura stessa è faticosa. O meglio è un po' troppo allungata su se stessa, diluita, se si può dire, in continue finestre che - mi perdoni Vichi, la prego... - ci si perde e in cui talvolta si ritrovano alcune ripetizioni.
La terza perché la fidanzata o quasi, la 'consulente' Rosa, il generale Fucilieri o come si chiama realmente, Dante, Diotivede e chi più ne ha più ne metta rubano 'troppo' spazio, troppa energia e troppa attenzione portando il libro a oltre 600 pagine che, francamente, ritengo un po' eccessive.
Sembra quasi una sorta di sfida che Vichi intraprende, per dimostrare le sue infinite capacità e mostrare i muscoli narrativi a qualcuno o qualcosa.
Le mie naturalmente sono solo illazioni, possibilità interpretative che qui dalla mia scrivania milanese azzardo.
L'amore (letterario, intendiamoci, sono sposato con figli...) sconfinato che provo per questo autore mi permette comunque un'affettuosa, e personalissima, critica a un libro che rimane comunque un'avventura  piacevole, un viaggio straordinario e l'ennesima riprova dell'eleganza e della formidabile capacità letteraria di Marco Vichi.

sabato 21 ottobre 2017

Il caffè dei piccoli miracoli

di Nicolas Barreau - Feltrinelli

Le storie d'amore a lieto fine - almeno sui libri - hanno una forza propulsiva seconda solo alla Rivoluzione d'Ottobre.
E Barreau, delle storie d'amore, è un vero maestro.
Ma questa volta un po' toppa, risulta meno efficace, con una storia un po' noiosa, che si disperde, spesso e volentieri, tra inutili descrizioni - sembra una Lonley Planet! - di Venezia, delle calli, dei canali, delle chiese e di chissà che cos'altro.
Nelly, la protagonista, bella come non mai - come si addice alle signorine perbene protagoniste letterarie di storie d'amore dall'accento parigino, si innamora prima di un professore che non l'amava niente, poi si invola a Venezia per disperarsi, piangere, evadere e, forse, dimenticare.
Ma l'amore è bello, spesso, ma anche imprevedibile e basta camminare come una gambero in Piazza San Marco per trovare quello che in una vita non si è mai palesato.
È intrigante la storia della nonna, ormai defunta,  della giovane ragazza, le cui orme la dolce Nelly sembra ripercorrere a distanza di decine d'anni. Speriamo con risultati migliori.
Il libro non convince fino in fondo, anche nella speciale classifica dei libri di genere.
La prima metà è stranamente sospesa, si arrotola su se stessa, si contorce senza trovare un suo fine. Poi lentamente la lettura diventa più sensuale, dolce, con le emozioni che piano piano prendono la loro parte di scena, rendendo il tutto più affascinante.
Questo uso in letteratura di lettere, cartoline, messaggi di ogni genere ritrovati a distanza di tempo e he segnano un amore perduto o dimenticato mi sembra di averla già letta...

 
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