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lunedì 27 aprile 2015

Quattro sberle benedette

di Andrea Vitali - Garzanti

Anche il clero, si sa, ha i suoi problemi. Francesco è arrivato anche per bastonare e per rimetterlo in riga. Speriamo... Ma non tutta l'erba è un fascio, soprattutto nei lontani anni Venti (e scusate il gioco di parole).
Vitali ci accoglie con perizia e delicatezza in una sordida e peccaminosa storia in cui il clero lacustre sembra essere coinvolto.
Una storia brutta, che fa parlare le male lingue del luogo, e che partorisce lievi e poetiche lettere anonime che hanno l'obiettivo di sbattere in prima pagina i colpevoli.
Ma poi le nubi cominciano a diradarsi all'orizzonte, i venti si placano, le fronti si distendono e il paese ritrova le sue certezze.
All'ombra di bambini in arrivo dal sesso incerto, viaggi in treno 'addirittura' fuori dalla provincia e terrori all'orizzonte di trasferimenti e avvicendamenti.
Il paese ci tranquillizza, la storia ci conduce, e le menti si calmano.
Vitali è un toccasana per la crisi. Andrebbe diffuso e reso obbligatorio (la lettura dei suoi libri...) in tutto il paese.
Chi si rifiuta, un punto di spread in più.

sabato 22 dicembre 2012

Regalo di nozze

di Andrea Vitali - Garzanti

Un volo nel tempo con Vitali è un'esperienza sempre affascinante. Anche se il velivolo, in questo caso, è solo una bianca e semplice 600.
Non è tra le più brillanti questa prova dello scrittore del lago, anzi, è uno di quelli meno riusciti, almeno ai  miei occhi.
La storia è un po' stanca, è un continuo feedback, un costante voltarsi al passato, per cercare, come spesso accade, di comprendere il presente.
Un presente che ha al centro un giovane in odore di matrimonio, con una madre vedova in odore di solitudine e una 600 bianca in odore di ritornare al mondo.
E un passato che vede lo zio Pinuccio, gagà d'altri tempi, spiantato e alla continua ricerca di un'avventura, che riemerge tra i flutti lacustri nostrani.
Ma la storia manca di ironia, manca di quel sottile sense of humor, di quella voglia di guardare tutto con un sottile sorriso sulle labbra, anche se sempre con grande rispetto.
La storia inizia, si arrotola, si divide, si sviluppa, ma sembra quasi non finire.
L'ultima pagina si chiude in modo amaro, lasciando un senso di manchevolezza.
Insomma, la produzione di Vitali è intensa, continua, immensa direi.
Non tutte le opere possono essere all'altezza della sua fama.

martedì 8 dicembre 2009

Pianoforte vendesi

di Andrea Vitali - Garzanti
E' un racconto lungo l'ultima fatica di Vitali. Un piccolo libretto che è sospeso tra realtà, fantasia, sogno e mistero.
A Bellano in un anno che non si sa, durante la festa dell'Epifania, un losco figuro si aggira per il paese con un unico obbiettivo: approfittare della confusione consueta per borseggiare a più non posso, indisturbato.
Ma la comparsa di un pianoforte sconvolge la serata del ladro pasticcione. E soprattutto la 'diceria' che il giorno dell'Epifania i morti ritornano sui loro passi e, per un giorno soltanto, riprendono possesso delle loro cose.
E ' una storia fantastica, che balla in continuazione tra realtà e immaginazione.
Vitali ormai ci sta abituando a continui cambiamenti, a salti repentini tra la commedia di paese al giallo, dal drammone  al viaggio fantastico.
Questo è una chicca per estimatori. Anche se so che la maggioranza dei lettori non saranno daccordo con me.

mercoledì 13 maggio 2009

Almeno il cappello

di Andrea Vitali - Garzanti

mmmmhhh, che dire? Ne spara a raffica di libri il Vitali, nell'ultimo periodo. E forse questo è il suo errore. Le storie minimaliste lacustri della bellissima Bellano hanno una funzione 'rilassante' sul lettore, almeno su di me. Ma c'è un ma.
Un ma che da qualche libro affiora alle labbra, che spinge nella testa, che si fa largo.
Due i problemi che rilevo, modestamente: i libri sono diventati troppo lunghi, e quindi queste storie di paese, questi ritratti di personaggi ai confini del mondo e del tempo a un certo punto tendono tutti a somigliarsi. A volte un po' stufano!
Io continuerò a leggerli, intendiamoci, se a qualcuno interessa. Proprio perché hanno una valenza sopra tutte. Riescono assolutamente a traghettarti nel tempo, nei vicoli, a farti sentire la puzza dell'acqua del lago, a respirare l'aria profumata della primavera... e alla fine di qualche pagina sei straordinariamente riposato, rilassato e potenzialmente più 'buono'. Ridicolo? no, provateci e fatemi sapere.

venerdì 27 marzo 2009

Dopo lunga e penosa malattia

di Andrea Vitali - Garzanti

La prima volta di Vitali nel mondo del 'giallo'. Una storia semplice di tradimenti di paese e di danaro da proteggere, che coinvolge famiglia, amanti, dottori e trattorie di poco conto. A un certo punto, come ogni giallo che si rispetti, c'è un elemento che fa intendere chi sta dietro all'intrigo. Bello, pulito, lineare. Le storie del lago ritornano alla grande.

mercoledì 25 marzo 2009

La modista

di Andrea Vitali - Garzanti

Vitali comincia a dare segni di affaticamento letterario. Se avessi potuto parlare con l'editor della Garzanti che ha curato il libro prima della pubblicazione gli avrei suggerito un drastico alleggirimento. Si ripete, si attorciglia, si riparla addosso. L'atmosfera è sempre quella, lontana e per questo affascinante. Ma i personaggi, punto di forza dei libri di Vitali, in questo ultimo lavoro sono pesanti, lenti e affaticati. Tornano come una giostra, annoiando. Bellano rimane splendida.

La modista

di Andrea Vitali - Garzanti

Vitali comincia a dare segni di affaticamento letterario. Se avessi potuto parlare con l'editor della Garzanti che ha curato il libro prima della pubblicazione gli avrei suggerito un drastico alleggirimento. Si ripete, si attorciglia, si riparla addosso. L'atmosfera è sempre quella, lontana e per questo affascinante. Ma i personaggi, punto di forza dei libri di Vitali, in questo ultimo lavoro sono pesanti, lenti e affaticati. Tornano come una giostra, annoiando. Bellano rimane splendida.

 
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