lunedì 20 febbraio 2017

Viva più che mai

di Andrea Vitali - Garzanti

Che dire?
Secondo me Vitali scrive troppo, troppo spesso. Troppi libri.
E così tutto comincia essere un po' affaticato.
E questo libro, mi perdoni dottore!, risulta essere un po' noioso.
Centellinerei un po', rallenterei un po', scriverei un po' meno.
Poco altro da dire.
Ma magari mi sbaglio.
Che dite?

Le otto montagne

di Paolo Cognetti - Einaudi

Ecco.
Ecco cosa?
Ecco, il libro 'perfetto'.
Una storia di amicizia - intuizione banale! -, una storia di crescita - altrettanta osservazione scontata -, ma soprattutto è una storia di iniziazione - questa non è male, dài - e anche - udite, udite! - di scontro tra culture, tra esperienze, tra storie di vita.
Il tutto condito -  e che condimento - da montagne, arrampicate, profumo di legna, neve e ghiacci, scivolate, piccoli paesi, freddo e sublimi solitudini.
Storia bellissima, scrittura sublime e tanta, ma tanta, nostalgia di un mondo a parte, lontano da tutto, libero.
Un difetto? Non c'è.
Scrivere di più, di questo libro, - noi poveri critici della domenica e spesso pure del sabato mattina - è un'inutile sfida alla perfezione.
Complimenti dottor Cognetti, ma davvero.
Ce ne fossero...

mercoledì 11 gennaio 2017

Terapia di coppia per amanti

di Diego de Silva - Einaudi


"Per fare l'amante ci vogliono le palle, e la tua fidanzata non ce le ha, infatti si comporta da moglie, ecco tutto".

"Mi dispiace, - dice (Viviana). - Hai ragione ad arrabbiarti. È vero, ho sempre preteso troppo da te. C'è una parte di me che vuole darti la colpa di tutto...mentre io vorrei solo renderti felice".

"Modesto e io non siamo più dei semplici amanti... Che ci piaccia o no, abbiamo varcato un confine...Dobbiamo decidere cosa essere..."

Avviso agli amanti: attenti agli psicologi!
Chissà se esiste davvero una terapia psicanalitica per la coppia di amanti (clandestini), ma comunque la trovata di Da Silva è oltremodo geniale.

La storia si racconta a due voci, una al maschile e una al femminile, per un continuo cambio di visione del rapporto che Modesto e Viviana, i due protagonisti della vicenda, hanno da tempo avviato segretamente.
È un continuo contrasto tra chi vive il rapporto con più leggerezza e senza alcun progetto per il futuro (lui) e chi invece comincia a lamentare una sorta di vuoto e di esigenza che qualcos'altro accada (lei).
L'intervento dello psicologo - uomo, alle prese a sua volta con problemi di cuore - rimescola il menage, lo mette in discussione, lo rafforza.
Fino a una fine, per certi versi scontata e per altri inaspettata.
Una storia avvincente, ricca di sospesi e di virate improvvise. Una storia un po' surreale che però permette all'autore di raccontare il rapporto tra uomo e donna senza veli e con grande autorevolezza. Una storia paradossale e sottilmente comica.
Il libro è bellissimo e, se posso dirlo, appassionante. Mentre lo si legge, si vuole il più velocemente arrivare alla fine, come in un giallo, per sapere come va a finire, come la risolvono, la questione, cosa farà lui e cosa penserà lei, come si porrà lo psicologo e cosa faranno i rispettivi consorti (e figli) dei due amanti.
Modesto è un cialtrone fatto e finito, sboccato fino a quasi il fastidio. Ma molto trasparente. E con una bocca tagliente, ironica, caustica al limite dell'invidia.
Viviana è più sottile ed elegante, ma anche una grandissima devastatrice delle parti basse (almeno quelle maschili), credetemi. Di fatto è lei a condurre le danze.
Lo stile e il linguaggio - a parte qualche definizione, credo, tipicamente partenopea - sono molto milanesi - almeno così li ho vissuti. Per la dimostrazione che l'Italia, in fondo, ma proprio in fondo, è un paese molto più unito e 'uguale' di quanto sembri.
Complimenti a Da Silva, chapeau.
Per essere il primo libro ho letto nel 2017 devo dire che il segnale è promettente, molto.

lunedì 9 gennaio 2017

Un anno di letture

Bingo!
Nel 2016, così mi ricorda Anobii, ho letto 45 libri.
Forse è il mio record, forse no, ma poco importa.
È comunque un numero considerevole, visto che io leggo prevalentemente di sera e ancora di più di notte (questo la dice tutta su la mia insonnia).
Questi i dati Istat (non ho trovato nulla di più recente) che fotografano la quantità di lettori in Italia (i dati sono relativi al 2015). Probabilmente a breve usciranno i dati che ci dicono come è andata nel 2016, ma credo che la cosa non si sposterà di tanto.
Inutile commentare, tanto sappiamo tutti qual è la situazione. Ed è altrettanto inutile fare gli snob.
Ognuno fa quello che vuole e chi rompe paga, e i cocci sono suoi.

Volevo, se la memoria mi aiuta, fare un po' mente locale sui libri 'migliori' (o meglio quelli che mi sono piaciuti di più) che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso di lettura nel corso dell'anno, aggiungendo qualche nota (i link di riferimento riportano all'altro altisonante blog che con grande fatica cerco di aggiornare e che mi permette di raccogliere pensieri e pareri su alcuni dei libri che mi permetto di sfogliare. Non è molto elegante autocitarsi ma in fondo è farina del mio sacco).
È una cosa complicata, anche perché sono sempre meno i libri che lasciano il segno, almeno quello profondo, e sono sempre di più quelli che quando chiudi l'ultima pagina ti ritrovi a tirare un sospiro di sollievo senza alcun rammarico.

Primo tra tutti - ma in questo non sono per nulla originale - c'è Stoner, formidabile viaggio tra la solitudine, l'abbandono e la tristezza umana. La storia di un uomo tra riscatto e incapacità di reagire, tra voglia di affermarsi e desiderio incontrollabile di 'lasciar stare tutto così', senza combattere. Invidia pura per la capacità di narrare di John Williams, l'autore.
A mezzo millimetro di distanza segue La chimica della bellezza, di Piersandro Pallavicini. È una storia di profonde illusioni, di attese mai soddisfatte, di amicizie forti e di tradimenti. Riuscendo - e non è cosa da poco -  a farti diventare 'simpatica' la chimica e soprattutto a farti sorridere, e molto. Un libro di grande conforto, imperdibile.
Altra perla di straordinaria lucentezza è Un solo paradiso di Giorgio Fontana. È la storia di un abbandono, della fine di un amore, di uomo lasciato dalla donna della sua vita. Ed è la storia dell'incapacità - folle! - dell'uomo di raccattarsi, di reagire, fino a lasciarsi andare senza speranza.
Il libro è un pugno allo stomaco, lascia poche speranze al lettore che viene trascinato in questo gorgo sempre più in fondo. L'ultima pagina, perché è l'ultima!, è come riprendere aria poco prima di affogare. Sublime, anche se senza via d'uscita.
Per alcuni versi sopra tutti ritrovo L'intenso calore della luna di Gioconda Belli. Un viaggio dentro il mondo delle donne, dentro la loro sessualità, dentro la vita che cambia. 'Si chiude una porta ma si può aprire un portone', si potrebbe sintetizzare, dopo averlo concluso. È un meraviglioso viaggio dentro se stessa (la protagonista) per raccontare alle altre e agli altri cos'è una donna e cos'è l'amore. Un libro infinito, per gli occhi e la mente. E i maschietti dovrebbero leggerlo tutti.
E poi La Lettrice scomparsa, un semi-giallo che lancia sul mercato la biblioterapia, la 'scienza' che cura tutti i malanni psicologici attraverso la lettura. L'idea è di per sé straordinaria e vale solo lei il libro. La storia si sviluppa affascinante tra citazioni dotte, donne dallla capacità seduttiva infinita e un mistero che con fatica si risolve. Geniale.
Fin qui i libri intensi, alcuni sofferti, alcuni più brillanti.
Durante quest'ultimo anno ho 'imparato' a leggere anche libri più dediti alla leggerezza, a storie più lievi, spesso dal lieto finale, in cui ci si avvicina alla vita di tutti i giorni, in cui il rapporto tra uomo e donna è contrassegnato dall'amore, dalla difficoltà di stare insieme, dove prendersi e lasciarsi è il motore della vita di tutti i giorni.
E così ho conosciuto Luca Bianchini - Se domani farà bel tempo e Dimmi che credi al destino - segretario del partito della leggerezza, la sognante (e bellissima) Caroline Vermalle - Due biglietti per la felicitàLa felicità delle piccole cose e Due cuori a Parigi - e Federica Brunini con le sue Quattro tazze di tempesta.

Si prospetta un bellissimo anno davanti a me, visti i segnali. E non solo dal punto di vista della lettura.
Avanti così.

giovedì 5 gennaio 2017

Leggere

Posto il fatto che oggi tutti sono troppo impegnati a comunicare che sono troppo impegnati e che non hanno tempo per nulla tranne che per dire che non hanno tempo per fare nulla (!), il tema posto dall'articolo su L'Internazionale - della cui esistenza ringraziamo ogni giorno gli dei di tutti gli olimpi con preghiere e offerte dedicate - è posto, secondo me, in modo non esatto.
Per chi ama leggere, per chi fa della lettura parte fondamentale della propria vita e sviluppo intellettuale, il tempo per la lettura è un tema che non si pone.
Leggere è un'esigenza.
Chi legge, chi ama perdersi tra le pagine di un libro - qualsiasi... saggi, narrativa, analisi comparate di filosofia teoretica o avventure rosa dal dolce finale - trova sempre il tempo, trova sempre il luogo, trova sempre il momento. Basta volerlo.
Programmare il tempo per leggere è una contraddizione in termini, perché chi ama trovare conforto tra i volumi non ha bisogno di ritagliarsi tempo.
Si cerca tempo per andare a fare la spesa, per andare fuori a cena, per giocare a tennis, per fare una vacanza, per guardare la tv.
Per leggere, chi ama farlo, il tempo c'è sempre. Di giorno, di notte, con la gente, sull'autobus, al mare o in montagna o in città. Anche in palestra.
Chi ama leggere lo fa e basta, senza ritagliarsi attimi, fissare appuntamenti sulla propria agenda.
Ma soprattutto senza scegliere.
O no?

lunedì 12 dicembre 2016

Le cose cambiano

di Cathleen Schine - Mondadori

"Sono innamorato di te da sessantacinque anni" riprese Karl. "Sono sdolcinato, ma è vero. Non che abbia pensato a te ogni giorno. Non è stato così. Ma suppongo che si possa dire che c'è sempre stata una traccia di te. Una tua impronta sul mio cuore".

Sì, le cose cambiano e gli anni passano.
Un libro storto, difficile, duro da digerire.
Un libro pieno di antipatici e insostenibili richiami alla realtà, al tempo inesorabile che passa.
Un libro che ti travolge, che ti trascina in basso, fino a farti morire dentro.
Questo è il nuovo lavoro della Schine che, dopo averci abituato a storie d'amore e con liete fini, ci sbatte in faccia la dura legge della vita, che si consuma e che ci obbliga a invecchiare. E che ci obbliga a lasciare, a essere lasciati, che ci abitua all'abbandono, quello vero.
Ma è anche una storia di riscatto, di voglia di vivere, di non mollare solo perché le giunture fanno ormai male senza alcuna soluzione di continuità.
È un libro tosto, che ci dà molta tristezza ma un'infinita voglia di tenere duro, di non mollare mai, di vedere sempre, oltre l'orizzonte, un modo per continuare.
Un libro che è un inno all'amore, quello vero!, che è parte di noi.


venerdì 9 dicembre 2016

Due cuori a Parigi

di Caroline Vermalle - Feltrinelli

"E io...be', non ho molto da dire a parte che ho constatato quanto sapevo già: la vita non è un romanzo (...) In qualche modo devo dare un senso a questa storia, se non altro per poterci mettere una pietra sopra. Scrivere mi ha aiutato."
"...l'unico modo per non essere delusi è non aspettarsi niente. Accettare di perdersi. Credere che il cammino davanti a noi sia davvero quello giusto, anche se non si conoscono i nomi delle strade. Le cose accadono solo quando ci crediamo"

Menù di romanticismo all'ombra della Torre Eiffel. Con dessert.
Una storia un po' sconclusionata, almeno per l'idea di business che i protagonisti si inventano per portare in giro i turisti a Parigi.
Ma in fondo è solo un contorno, uno sfondo, per raccontarci una bellissima storia d'amore, nata e cresciuta - come spesso accade - sulle ceneri della precedente.
Se si è un po' romantici e facili al sogno è bello farsi portare per mano fino alla conclusione della storia, in cui i due protagonisti si ricercano, si ritrovano e forse riprendono insieme il percorso abbandonato.
La scrittura di questa bellissima autrice (veder la foto, prego, nella controcopertina) è dolce e gentile, ci porta in giro per la città con garbo e ci disegna un futuro ricco di speranze.
Ce la faremo? Sì, ce la faremo, anche grazie alla Vermalle.
Anche se, è ineluttabile, "la vita non è un romanzo".
Ma sta a noi farla diventare...


mercoledì 2 novembre 2016

La chimica della bellezza

di Piersandro Pallavicini - Feltrinelli

Foglioni, tazzo, mulo, birla...!! Gli insulti hanno una nuova vita in questo libro.
Io sono uno di quelli, Pallavicini mi perdoni, che quando gli dicono 'Chimica' rispondo secco:
- Non ci ho mai capito un'acca!
Peggio ancora con la fisica, ma è meglio stendere un velo, avendo fatto lo scientifico.
Ma questo libro ha un potere insindacabile. Ti fa avvicinare a quella scienza ostica con una delicatezza formidabile, facendola diventare, dopo il sesso, la cosa più seduttiva al mondo.
Questa è una storia che narra di scienza sì, ma racconta la voglia di scoprire, la voglia di sapere. È una storia di illusioni e di fortissime delusioni. È una storia di affetti e amicizie, ma anche di competizione all'ultimo sangue, di invidie e di tradimenti.
È una storia seria, mica paglia.
Il protagonista, dalle turbe sessuali mica da ridere, segue il centenario dei centenari chimici italiani in una congresso misterioso in Svizzera, facendo da chaperon, autista, dog sitter, ma anche da persona di fiducia, amico, figlio e chissà che altro.
È un libro che altalena la narrazione con pagine sublimi di storia della chimica, dialoghi al limite del comico con sofisticati voli pindarici tra gli elementi scientifici.
È un libro straordinario, incalzante, riflessivo e causticamente ironico.
È un libro che ci racconta la bellezza, non solo della chimica.
È tutt'altro, per dirla alla Pallavicini, che una 'mitragliata sui foglioni'.


Pallavicini, se me lo consente, è un genio, forse della chimica, ma sicuramente letterario.
Una volta finito ti senti pronto - almeno tu, lettore che non sei altro! - per ricevere il premio Nobel per la chimica e prontissimo per cominciare a giocare con il sesso con il telefono.
Tempo finito. Vado, perché mi devo iscrivere al corso di laurea di chimica inorganica (o era organica?) e a potenziare il mio abbonamento telefonico.

lunedì 24 ottobre 2016

Se domani farà bel tempo

di Luca Bianchini - Mondadori

Due libri in uno. Ma ne paghi uno solo.
Uno è insopportabile, irritante, fastidioso.
L’altro ti fa sognare, ti trasporta in una dimensione romantica, piena di emozioni, sospesa. E ti tiene attaccato alle pagine, con le catene, nell’attesa, e nella speranza, che tutto finisca bene.
Il finale ve lo leggete voi, non dico nulla, ma è sicuramente sospeso, insperato, insolito.
Questo è un libro generazionale. E io sono troppo vecchio per riuscire a entrare in queste dinamiche di fidanzati allo sbaraglio, di un mondo fatto di soldi infiniti, di droga e di superficialità allo stato puro.
Però ha un che di affascinante, seducente, proprio perché la seconda parte riesce, almeno in parte, a riscattare e a sopprimere il fastidio che si prova leggendo la prima.
Forse sono i colli toscani, forse è la vendemmia, forse è l’amore che sembra nascere, forse è l’odore di un finale che ti rimette in sesto, ma sicuramente il libro si riscatta pagina dopo pagina, allontanando lentamente quel senso di sgradevolezza, senz’altro voluta.

Bianchini comunque rimane sempre uno scrittore piacevole e capace, come pochi, di inchiodarti alle righe, senza possibilità di fuga.

martedì 11 ottobre 2016

"Una specie di bonus di cattiveria..."

"Dunque. Secondo me ogni essere umano ha un gesto crudele a disposizione. Una specie di bonus di cattiveria lecita e gratuita E ognuno prima o poi si gioca questa carta: chi lo fa da bambino, chi a settant'anni, chi ha trenta...ma lo fanno tutti, senza eccezione.
"E perché?"
"Perché vivere fa schifo. E se almeno una volta non ti vendichi del fatto di essere vivo, esci di testa. Persino Gesù ha fatto seccare un fico senza motivo. Com'era? Gesù e i suoi discepoli si svegliano e tornano in città. Lungo la strada, affamati, ecco un fico. Lui si avvicina ma trova solo foglie, nessun frutto. Quindi si arrabbia, lo maledice, e l'albero diventa un mucchio di rami rinsecchiti.
(...)
Il male che Martina ti ha fatto era il male che doveva fare. Si e' liberata del fardello."

(da Un solo paradiso, di Giorgio Fontana, Sellerio)
 
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