L'avvocato Malinconico è un geniale cialtrone dal lessico ricercato.
È irritante, debordante, infamante, esorbitante, attraente e anche affascinante. Per non dire scostumato, come si direbbe a Napoli (credo...).

Un divorzio è sempre un caos e un grande dolore e spesso non va molto d'accordo con la parola stile.
Ma in questa ultima fatica letteraria di Da Silva lo stile - e non parlo di quello letterario - viene fuori tutto, proprio alla fine, inaspettato.
L'avvocato Malinconico si cimenta in una quasi causa civile per un divorzio sollecitato dalla moglie di un vero e proprio principe del foro napoletano, potenza infinita legale.
La lotta sembra impari, sembra persa in partenza, ma Malinconico dimostra tenacia e non cede di un millimetro. Anche perché la cliente è una delle più belle del mondo (almeno così intendo io leggendo queste righe) rendendo il lavoro dell'avvocato molto più piacevole.
La storia è contorta, infarcita, arrotolata, ricca di personaggi a lato che la condiscono come il peperoncino nella pasta.
Il finale è straordinario, e vale tutto il libro .
Quell'ultimo NO è la degna conclusione di tanta fatica. Spero che Malinconico, dopo, si sia divertito...
Nessun commento:
Posta un commento